LA MOSTRA DA DOMANI L' OMAGGIO AI CAPOLAVORI DEL CINQUECENTO ALLA scoperta di capolavori fra i cipressi e le pievi della Val d'Orcia. Coniuga due diverse aspirazioni la mostra Il buon secolo della pittura senese, da domani al 30 giugno fra Montepulciano, San Quirico e Pienza. Da un lato, quella di attrattiva turistica, presentandosi come un percorso insolito e affascinante, rivolto al grande pubblico, in una delle zone più iconiche della Toscana. Dall'altro un'occasione scientifica, nata dalla volontà di contestualizzare le opere e il percorso di maestri più o meno conosciuti del Cinquecento partendo dai luoghi nei quali essi operarono e si affermarono, diventando protagonisti di quella gloriosa stagione di cui la definizione di Luigi Lanzi dà il titolo all'iniziativa. Curato da un comitato composto da Alessandro Angelini dell'università di Siena, da Marco Ciampolini dell'Accademia di belle arti di Carrara, da Gabriele Fattorini dell'università di Messina, dal Roberto Longi della Pinacoteca Cruciani di Montepulciano, da Laura Martini della soprintendenza alle belle arti di Siena, Grosseto e Arezzo e da Roggero Roggeri per conto del Comune di Pienza, l'itinerario espositivo parte da Montepulciano, dove il ritrovamento della tela con Santa Agnese Segni, conservata presso il Museo civico e attribuita solo in tempi recenti a un giovane Domenico Beccafumi, costituisce un'opportunità preziosa per approfondire la prima fase della produzione del pittore, e al tempo stesso la storia politica della cittadina durante il Rinascimento. A San Quirico d'Orcia è invece la monumentale Madonna col bambino e i santi Leonardo e Sebastiano di Bartolomeo Neroni detto il Riccio a offrire l'occasione per una mostra, a Palazzo Chigi Zondadari, che mettendo insieme pale d'altare, testate di bara e dipinti per devozione privata e di soggetto mitologico, focalizza l'attenzione sulla scena artistica senese nel periodo che dal Sacco di Roma (1527) conduce alla fine della Repubblica (1559): accanto alle opere del Riccio, quelle di Giorgio di Giovanni, ancora Domenico Beccafumi e Marco Pino, ma soprattutto Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Terza tappa, infine, a Pienza, dove la presenza, nella chiesa di San Carlo Borromeo, di una pala di Francesco Rustici detto il Rustichino raffigurante la Madonna col bambino e i santi Carlo Borromeo, Francesco, Chiara, Caterina e Giovanni Battista permette di costruire un'interessante esposizione riguardante principalmente la produzione di questo abile pittore poco noto al grande pubblico, ma considerato uno dei maggiori esponenti del naturalismo caravaggesco a Siena. Un'ottantina, in totale, le opere collocate nelle tre sedi, provenienti da collezioni pubbliche e private e fulcro di un'esposizione pensata per aprirsi al territorio, invitando il visitatore alla scoperta di altri capolavori custoditi in pievi, monasteri, conventi, palazzi, piccoli borghi della Val d'Orcia (le tre sedi saranno aperte tutti i giorni tranne il martedì dalle 10.30 alle 18.30, biglietto cumulativo da 12 euro. Info 0578717300).