E' la Roma dei bombardamenti e delle corse ai rifugi, tutti insieme ammassati nelle profondità della terra a proteggersi dal terrore degli attacchi aerei. E' la Roma della seconda guerra mondiale, quando il suocuore archeologico non era ancora completamente esposto alla vista di milioni di turisti che, come oggi, la scrutano in ogni antico particolare. E' la Roma delle grandi trasformazioni urbanistiche, che abbattevano interi quartieri di abitazioni a due piani, e creano spazi prima impensabili. La scoperta di cave di tufo e pozzolana scavati dagli operai della Roma imperiale e che le esigenze della guerra trasformarono in angosciosi rifugi antiaerei, è un tuffo in un'epoca non troppo lontana di cui molti conservano ancora ricordi intatti e a volte dolorosi. Partecipare ad una delle visite guidate (info 06.69202049), ultimo gradino della riapertura del complesso monumentale del Vittoriano ad opera della Direzione Regionale per i Beni Culturali e paesaggistici del Lazio guidata da Luciano Marchetti, che accompagnano turisti e curiosi in una fila indiana che non supera le venti persone, alla scoperta dei grandi ambienti dalla lunga e travagliata storia, è un tuffo nel passato di una Roma ancora viva e presente. «Come molti luoghi della Roma antica, anche l'area sulla quale sorse il Vittoriano era caratterizzata dalla presenza di profonde cave di tufo e pozzolana che servivano a recuperare materiali da costruzioni - spiega l'architetto Federica Galloni, responsabile del Complesso Monumentale del Vittoriano - queste cave, che molto probabilmente ebbero la loro massima utilizzazione nel corso del II secolo dopo Cristo, in parte non vennero distrutte ma rimasero a fare da appoggio all'imponente monumento». La visita dei sotterranei, un percorso obbligato a circuito anulare lungo una passerella rialzata che dura 20 minuti e costa 6 euro, permette però di svelare un'insolita utilizzazione che di quegli ambienti si fece in epoca moderna. «In occasione dell'ultimo conflitto mondiale - continua la dottoressa Galloni - le cave si trasformarono in un organizzato rifugio antiaereo che venne utilizzato dagli abitanti della zona. Le panche lungo i muri perimetrali, il punto di pronto soccorso, le latrine e le uscite di sicurezza, nonché lo stesso impianto elettrico di cui testimoniano i fili elettrici ancora presenti, sono solo alcuni degli elementi che ci permettono di considerare come i sotterranei del Vittoriano siano stati utilizzati in passato come ricovero dagli eventi bellici». La riapertura delle cavee è il risultato di uno studio degli ambienti ipogei sottostanti il Vittoriano cominciato nel marzo del 2001. «L' obiettivo è l'approfondimento della stratificazione storica delle modifiche che il complesso ha subito - spiega la dottoressa Galloni - grazie alle indagini condotte fino ad oggi siamo riusciti a riaprire al pubblico anche questo settore ancora sconosciuto del monumento. Ma rimangono ancora da completare gli studi di quella che appare come una vera e propria rete sotterranea di percorsi, anche se molto probabilmente l'unica parte visitatole è proprio questa più superficiale. Quella sottostante, una rete quasi impenetrabile di cunicoli relativi agli impianti idrici, forse potrà essere resa visibile soltanto agli studiosi».