UN'ENORME miniera di paramenti sacri, circa settecento pezzi, databili tra il XVII e il XIX secolo, saranno esposti nei grandi spazi dell'Albergo dei Poveri nelle giornate del 25-26 marzo che il Fai dedica a incentivare la conoscenza di segreti patrimoni culturali. Nel grande edificio costruito per volontà di Emanuele Brignole ed espressione monumentale di filantropia che mirava anche a tenere sotto controllo i poveri, sono accumulati tesori di incredibile valore che la gestione dell'avvocato Pietro Piciocchi, commissario dell'ASP (azienda pubblica di servizi alla persona), vuole consegnare alla città. Definito di volta in volta "fortezza inespugnabile","basilica di pietà","reggia della misericordia" questa imponente costruzione di circa 60mila mq, come bene ricorda Anna Maria De Marini in un suo prezioso volume edito da Termanini, fu strutturata come un organismo vicino alla città, fuori di mano, ma non fuori dagli occhi. E nella valletta Carbonara ecco gli scaloni monumentali e spazi labirintici la cui costruzione si protrasse per circa duecento anni. Nel laboratorio di restauro tessile del Palazzo Reale, Mariolina Rella e la senese Graziella Palei hanno provveduto nell'arco di due anni a rendere disponibili per l'esposizione veri gioielli di arte sacra che comprendono pianete e piviali, tende, copri altari, copri tabernacoli, paliotti di altare, stole, baldacchini e stendardi. Emanuele Mattiello, responsabile del patrimonio artistico, racconta mentre apre le cassettiere dove i paramenti sono conservati: "Raso e damasco e taffetà policromi sono decorati da creazioni sartoriali di alto livello e di preziosità indicibile. Abbiamo predisposto tanti manichini sui quali posare questi reperti di valore e di bellezza suggestiva. Il commissario Piciocchi lavora ad un convegno storico nel quale da Napoli a Lione alla Spagna si possano raccontare vicende di uguali istituzioni in Europa". Altre iniziative sono in corso per dare veste museale permanente alla struttura. Franco Boggero, funzionario della Sovrintendenza, racconta: "Il ministero dei beni culturali con un finanziamento di 180mila euro ha aiutato l'operazione, altri denari saranno utilizzati per l'archivio storico, la biblioteca e i mobili che hanno preziosità rara. Grande novità sarà anche l'esposizione di una quadreria, che vuole recuperare trenta dipinti dedicati ai santi più popolari, esposti nei cameroni e nei laboratori per consentire gesti di preghiera e di invocazione agli abitanti l'istituto". Nella chiesa intitolata all'Immacolata Concezione ( la statua è scolpita da Pierre Puget), nucleo centrale a croce greca del complesso, molte tele di Piola, de Ferrari, Poggi, Azzolino: la crema della pittura del '600 non solo genovese. Nei corridoi statue e nomi di illustri benefattori protagonisti della storia genovese. Tra Parodi, Testino, Massoero ed Emilio Beuf, fondatore della nota libreria Bozzi, è presente anche il nome di Arnaldo Mussolini, il fratello cattolico del duce, morto di infarto nel 1931: "in memoriam" qualcuno versò duemila lire.