Livorno, qui ad Antignano l'artista visse e compose: l'attuale proprietaria racconta aneddoti e ricordi LIVORNO. Il sogno, sfumato, di trasformare quelle mura dove il genio visse e compose, in una villa-museo dedicata a Pietro Mascagni. Il grande no da parte delle istituzioni del tempo (si parla degli anni ' 60). Oggi quella dimora vista mare, davanti alla Scalinata di Antignano, scrigno di cimeli appartenuti al padre di Cavalleria Rusticana, sente il peso degli anni e torna in vendita. «Mio padre voleva fare di questa villa un museo dedicato a Pietro Mascagni che qui visse e compose, lasciando cimeli, spartiti e corrispondenza: non ce l'abbiamo fatta e da qualche tempo abbiamo deciso, con dolore, di vendere tutto», con i suoi 84 anni Fernanda Fernandez Affricano apre il suo cassetto dei ricordi. Li srotola, insieme ad aneddoti, segreti e dispiaceri. E' nel "Villino", così il Maestro chiamava quella dimora comperata nel 1916, che Mascagni compose la colonna sonora del film "Rapsodia satanica", "Lodoletta", l'operetta "Sì" e l'opera in tre atti "Il piccolo Marat". «Mio padre comprò questa casa nel 1958, era in condizioni pietose, ci vivevano gli sfollati, era stata depredata e tanti dei mobili originari furono incendiati: fu lui a ristrutturarla», continua l'erede di una delle più importanti dinastie di imprenditori livornesi, donna appassionata di arte, cultura e del Livorno calcio. «Dietro alla palazzina, dove oggi sono stati ricavati alcuni appartamenti, c'era il garage di Mascagni: là dentro il figlio Domenico sistemava le auto. Quando mio padre ristrutturò la villa, trovò là dentro montagne di spartiti, corrispondenza e materiale del Maestro: voleva mettere tutto a disposizione del museo che avrebbe voluto realizzare qua dentro, e invece donò tutto ad una Fondazione del Nord Italia». La signora Fernanda racconta una storia che non tutti i livornesi conoscono. Nel salotto, la stanza a lei cara dove passa gran parte del tempo, è circondata da cimeli che ricordano il grande compositore che per anni, fino all'estate del 1937, si è goduto i tramonti livornesi da quel terrazzino al primo piano. «Quella è la poltrona del Maestro - e ricorda - Il figlio Domenico in passato, passava da Livorno, veniva qua per fare un saluto al padre, mettendosi a sedere proprio là», e indica la seduta che profuma di "Lodoletta". «Insieme alla poltrona conserviamo del Maestro anche un grande specchio, due vetrinette e un busto marmoreo che è in giardino», indica. «Per anni non abbiamo mai dato risalto alle origini della villa, per rispettare il volere della figlia di Mascagni - continua - Poi su mia iniziativa, nell'ottobre scorso, sono riuscita con l'associazione Giosuè Borsi a far mettere una targa commemorativa per ricordare il maestro: un modo per celebrare un pezzo di storia importante per questa città e un modo per rendere omaggio a mio padre». Non è stata una scelta facile per la signora Fernandez mettere in vendita la villa. Ha affidato l'incarico di vendere un pezzo di storia livornese (di fama mondiale) a Letizia Messina, dell'agenzia immobiliare Cbm: «Abbiamo avuto qualche richiesta da Firenze - spiega - Nessuna dalla città. Si tratta di uno degli ultimi immobili livornesi storici ad avere un passato così importante».
Il Tirreno
11 Marzo 2017
LIVORNO - Villa Mascagni in vendita, ci sono ancora tanti cimeli del Maestro
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