Bloccata l'A31 nei pressi delle ville palladiane. Wwf, Italia Nostra, The Landmark Trust e associazioni locali vincono il ricorso al Tar: il governo non aveva tenuto conto del parere negativo delle Soprintendenze Venezia. Alcuni mesi fa Antonio Foscari, nel presentare il generale problema della tutela del sistema delle ville venete (cfr. Il Giornale dell'Arte n. 241, mar. '01, p. 40), denunciava il rischio di un nuovo sfregio: quello dell'Autostrada A31, la prosecuzione a sud della Valdastico, tra Vicenza e Rovigo, destinata ad attraversare un'area a intensa presenza di ville storiche, tra le quali la palladiana villa Saraceno, la quale ne sarebbe stata praticamente sfiorata ; una zona, di più, ancora di rilevante pregio naturale e paesaggistico, fra i dolci declivi dei colli Berici e degli Euganei. Italia Nostra, Wwf, The Landmark Trust (cfr. articolo p. 12) e il Comitato intercomunale contro la A31 avevano presentato ricorso al Tar del Veneto sulle numerose illegittimità della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (Via), che non aveva tenuto conto tra l'altro del parere negativo delle tre Soprintendenze interessate , quella per i beni architettonici e ambientali del Veneto Orientale, quella omologa di Vicenza Verona e Rovigo e quella archeologica del Veneto. Con sentenza 2234 del 12 maggio scorso , resa nota il 31 maggio, il Tar del Veneto ha accolto, tra le altre, proprio la centrale contestazione sul parere delle Soprintendenze . Il tribunale ha infatti ritenuto carente la motivazione della delibera del Consiglio dei Ministri del 20 dicembre 2002 e il successivo decreto del Presidente del Consiglio del 16 maggio 2003 di approvazione del progetto autostradale in quanto la decisione favorevole, nonostante il parere negativo del Ministero per i Beni e le Attività culturali , si è posta come «asserzione pressoché arbitraria (anche se espressa al massimo livello) che non dà conto del perché della affermata prevalenza dell'interesse a realizzare il tronco stradale, su quello, di senso contrario, a tenere indenne da offese ingiustificate il territorio, il paesaggio, l'ambiente» . Sono inoltre stati ritenuti viziati da carenza di motivazioni anche il parere della Commissione tecnica regionale e il decreto del Presidente della Giunta regionale del Veneto , che espressero un parere positivo sulla conformità urbanistica del progetto senza precisare quali fossero le «previsioni urbanistiche generali» che avrebbero consentito la realizzazione dell'opera. Il Tar si è spinto a osservare che si impone «una riconsiderazione della scelta di realizzare il tronco autostradale in questione nel contesto di una politica del territorio finora mancata, e di una valutazione critica di un modello economico di cui oggi emergono le connotazioni negative legate essenzialmente allo spreco della risorsa territorio» . Ne consegue ora il blocco di tutte le procedure di espropriazione (sono oltre 900 i soggetti privati interessati) e di quelle di appalto . Il progetto, con lo stesso o con un diverso tracciato, potrebbe essere nuovamente sottoposto alla valutazione di impatto ambientale statale e alle procedure di approvazione. Aspra la reazione dei sostenitori dell'autostrada contro i «vetero ambientalisti», come li ha chiamati il presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan , «male oscuro dell'Italia che degrada l'ambiente e l'economia», «oppositori della modernizzazione del Paese» . Il Landmark Trust è stato definito «pseudo fondazione inglese con prepotenza di stampo colonialista e arroganza da padroni di filanda» da Galan, ed ente che «si dedica a salvaguardare il sonno dei sudditi di sua Maestà britannica» dalla presidente della Provincia di Vicenza, Manuela Dal Lago. La Regione Veneto, la Provincia di Vicenza, il Comune di Vicenza e i comuni interessati hanno annunciato una raccolta di firme favorevoli all'autostrada , puntando a ottenerne 100mila, e un ricorso al Consiglio di Stato.