UN catalogo enciclopedico: storia, tradizioni culturali, caratteristiche naturali, strumenti di salvaguardia. Ogni luogo di interesse storico, ogni cascata, ogni chiesa, ogni torre. Un data base che ha richiesto dieci anni di lavoro per essere approvato ma che per il prossimo futuro rappresenterà la base per qualsiasi ricerca approfondita sul Piemonte, dalle Langhe dell'Unesco alle valli più nascoste e irraggiungibili, dagli alpeggi al sistema delle residenze, ai Sacri Monti. Una ricognizione che ha messo in lista 2.060 elementi rilevanti dal punto di vista paesaggistico: 2.500 chilometri di percorsi panoramici, 544 nuclei alpini, 54 belvedere, 51 luoghi di fondazione romana, 767 ville e parchi, 255 villenove o ricetti, le fortificazioni primitive. In questa grande mappa di 700 pagine anche 435 fulcri del costruito, i punti di attrazione visiva. Oggi sarà il presidente Sergio Chiamparino, con l'assessore all'Ambiente Alberto Valmaggia, a presentare il piano al ministro Dario Franceschini e firmare l'accordo a Roma nell'ambito delle celebrazioni della Giornata mondiale del paesaggio. Un passo propedeutico all'approvazione del piano da parte del consiglio regionale. Riqualificare e tutelare, interrogarsi sulla sostenibiltà ambientale e efficienza energetica. Le infrastrutture da integrare. C'è anche una fase quattro, l'attenzione alla ricerca e alle realtà economiche e produttive. Ultimo punto la valorizzazione delle risorse umane e delle capacità istituzionali, per cogliere le potenzialità che esistono nella capacità di fare sistema fra tutti i soggetti interessati alla programmazione. Sono cinque i tasselli di un dossier che la nostra Regione ha costruito a tappe successive, con osservazioni che negli anni hanno portato alla definizione della mappa, da un modello iniziale che è stato via via integrato. Ci sono volute 24 sedute del comitato tecnico a scavalco fra Regione e ministero, un totale di 1.308 osservazioni ricevute, innumerevoli incontri con enti locali, associazioni di categoria e ambientaliste. Il Piemonte è la terza regione italiana a centrare l'obiettivo (dopo Toscana e Puglia) fissato dal ministero che chiede un sistema di pianificazione condivisa. Scopo finale, spiega l'assessore regionale all'Ambiente, «è la crescita di una coscienza comune sull'importanza da dare al territorio». Il 61 per cento del territorio regionale è sottoposto a tutela paesaggistica, il 16 per cento è di "notevole interesse pubblico": 370 luoghi in totale. I fiumi e i corsi d'acqua sono 1.837, 106 i parchi, 199 i laghi, 94 le zone di interesse archeologico, 109 le aree protette e 460mila gli ettari di montagna. Più di 850mila sono gli ettari coperti dai boschi. Sono dodici i macroambiti territoriali, dai paesaggi d'alta quota a quelli collinari, della pianura del riso al paesaggio urbanizzato della piana e della collina di Torino, a quello alpino franco-provenzale a quello occitano. Settantasei sono gli ambiti: le Langhe, ad esempio, si trovano al numero 63. Il piano garantisce la certezza dell'individuazione dei beni e indica regole chiare per semplificare le valutazioni nei procedimenti di autorizzazione. Tutti gli elaborati cartografici e i dati informatici sono disponibili on line in una applicazione webgis unica (alla pagina www.regione. piemonte.itterritorio pianificapprhtm) un software dedicato per una consultazione più snella.