LEZIONI di fragile bellezza. Oggi, in tutta Italia, è la Giornata Nazionale del Paesaggio: appena istituita dal Ministero dei Beni culturali, prevede oltre 120 iniziative in tutto il Paese. In questa occasione, mentre va in scena la vetrina delle meraviglie nostrane dagli scorci dipinti ai giardini, dal linguaggio cinematografico all'arte ambientale nel Palazzo Reale di Genova, in via Balbi 10, dalle 9 alle 18 nella scenografica Sala da ballo si rifletterà su un bene prezioso e fragile come il paesaggio ligure: minacciato da catastrofi eppure unico al mondo. L'incontro, a ingresso libero, è organizzato da Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio della Liguria, Regione Liguria e Università di Genova, in collaborazione con Ordine degli Architetti, Collegio dei Geometri, Associazioni dei Paesaggisti e Pianificatori. L'appuntamento arriva in un momento decisivo per la pianificazione territoriale: precede, infatti, l'imminente avvio del Piano Paesaggistico Regionale della Liguria. Un documento che definirà le politiche e le strategie delle relazioni dell'uomo con l'ambiente, conterrà gli indirizzi per la tutela e l'utilizzo del territorio ligure in tutte le sue componenti e indicherà ciò che si può e non si può fare nelle determinate aree. Una sorta di carta in cui verranno individuati i rischi ambientali e culturali, fra loro strettamente intrecciati. A Palazzo Reale, la prima parte della giornata prevede l'introduzione di Elisabetta Piccioni (segretario del Mibact per la Liguria), e poi gli interventi di Marco Scajola (assessore all'Urbanistica, Pianificazione territoriali, Edilizia della Regione Liguria), Ilaria Cavo (assessore alla Comunicazione e Politiche Giovanili), Giacomo Giampedrone, all'Ambiente, e poi Giovanna Franco e Carlo Varaldo dell'Università di Genova. A seguire, la presentazione del libro di Roberto Maggi "I monti sono vecchi. Archeologia del paesaggio dal Turchino alla Magra", edito da De Ferrari, con Giuliano Volpe, presidente del Consiglio superiore del Mibact. Il volume racchiude trent'anni di ricerca condotta dall'ex direttore del Museo Archeologico di Chiavari sulle attività umane che hanno lasciato traccia di sé nel corso dei millenni sull'Appennino ligure, dal passo del Turchino alla valle del Magra. Il titolo traduce in italiano l'espressione usata nel 1879 da un contadino genovese, "I munti sun vegi", parlando con Agostino Bertani che stava conducendo un'indagine agraria e gli chiedeva perché in Liguria molte montagne sono senza alberi. Dalla sapienza alla conoscenza scientifica, il libro di Maggi fa il punto sul passato cui saldare la modernità, con una nuova coscienza ambientale. Questa relazione offre l'occasione per aprire il dibattito sulle zone archeologiche. Ne parlano Vincenzo Tiné (Soprintendente unico della Liguria), Enrico Giannicchedda (Istituto della Storia e della Cultura Materiale di Genova), Barbara Barbaro, Stefano Costa e Luigi Gambaro della Soprintendenza, Diego Moreno e Osvaldo Raggio dell'Università di Genova. Con "Soprintendenza aperta", nella sessione pomeridiana, Caterina Gardella affronterà il tema del nuovo assetto dell'Area Paesaggio nella Soprintendenza Unificata dalla recente riforma del Ministero, con un dibattito sulle prospettive del nuovo Piano Paesaggistico Regionale. Ne parlano Pier Paolo Tomiolo e Dino Biondi della Regione, Stefano Musso (Mibact), Paolo Raffetto (Ordine degli Architetti), Luciano Piccinelli (Collegio dei Geometri) e Stefano Spina dell'Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio della Liguria.