Andreatta avanza riserve, Valduga chiede più tempo «Non abbiamo ancora deciso se i poli museali resteranno quattro o se faremo scelte diverse, visti i giudizi che abbiamo raccolto in commissione». Tiziano Mellarini, assessore alla cultura, ieri ha tirato il freno alla riforma del settore. Lo ha fatto davanti al Consiglio delle autonomie, dove i primi cittadini di Trento e Rovereto lo hanno invitato a ulteriori approfondimenti. E ora, nei corridoi del Palazzo, torna a circolare anche l'ipotesi di un unico consiglio di amministrazione per tutti i musei: ipotesi che due anni fa lo stesso Mellarini aveva avanzato salvo poi dover fare i conti con un'altra levata di scudi. Il Consiglio delle autonomie ieri era chiamato a esprimere un orientamento sulla riforma in vista delle audizioni della prossima settimana in commissione. Alessandro Andreatta, sindaco di Trento, ha condiviso alcuni principi della riforma ma anche chiesto all'assessore un'attenzione particolare per Trento e Rovereto. Poi ha espresso «una riserva sulla divisione in poli museali (scienza, storia, arte contemporanea, etnografia)» auspicando che la riforma non si traduca «in una difesa della realtà esistente» vista «la condivisibile necessità di una razionalizzazione delle risorse e la necessità di integrarle sempre di più con fondi privati». Francesco Valduga, primo cittadino di Rovereto, ha invece incoraggiato esplicitamente Mellarini «a proseguire nella riforma dei poli museali» segnalando però che «dentro i musei serve più tempo per metabolizzare alcune scelte». Mellarini ha detto di non aver deciso «se i poli resteranno quattro» o se «saranno fatte altre scelte dopo i giudizi in parte positivi, in parte negativi durante le audizioni in commissione». Poi ha semplificato il quadro: «Le criticità sono arrivate dal Museo Diocesano e dal Museo della Guerra di Rovereto, mentre il Museo civico di Rovereto ha espresso contrarietà attraverso il direttore e appoggio attraverso il presidente». Va detto che nell'ultima settimana vi sono state altre prese di posizione che hanno rimesso in discussione non l'intera riforma, ma proprio l'articolo istitutivo dei quattro poli museali. Lo stesso direttore del Muse, Lanzinger, ha parlato di «limite a una lettura più pervasiva, più innovativa della funzione culturale dei musei». Mellarini ha preso l'impegno di «coinvolgere i protagonisti dei poli museali», ma ha anche lamentato di trovarsi di fronte alla «difesa delle singole istituzioni e non al sostegno di un progetto complessivo». Da Mellarini (e dai sindaci) è infine arrivato un ridimensionamento del disegno di legge firmato da Lorenzo Baratter sulla tutela del patrimonio dialettale trentino. «Non c'è bisogno di un festival, e nelle scuole c'è già il trilinguismo», ha detto la referente del Consiglio delle autonomie, Monica Mattevi. Mellarini ha detto che chiederà a Baratter di recepire alcune istanze nella riforma della cultura.