Giunta L'assessore Tiziano Mellarini indica un netto cambio di rotta in materia di riorganizzazion e degli enti museali trentini Riforma della cultura, si cambia. Tiziano Mellarini annuncia l'addio all'accorpamento dei musei in quattro poli. «Proporrò un consiglio di amministrazione unico per gli enti funzionali» spiega l'assessore. Un cda a cinque con dentro Trento e Rovereto. Per le fondazioni, invece, si profila un «coordinamento». TRENTO La riforma della cultura torna alla proposta iniziale. Accantonati i quattro poli, Tiziano Mellarini ha deciso di depositare in commissione consiliare un emendamento che introduce un solo cda per gli enti funzionali della Provincia: Mart, Muse, Castello del Buonconsiglio e Museo degli usi e costumi della gente trentina avranno un solo consiglio di amministrazione, mantenendo ovviamente i propri comitati scientifici e, con essi, la loro autonomia. Le osservazioni pervenute in queste settimane sulla proposta di riforma del settore cultura presentata da Mellarini sono state tra loro divergenti. Complimenti entusiastici si sono alternati a secche bocciature. Il punto più controverso, come ci si poteva attendere, è stato quello della suddivisione per poli tematici dei vari enti che operano nel settore, con la previsione di strutture «guida» rispetto alle altre. Mellarini non nasconde le criticità. «Ho seguito con attenzione il dibattito sorto dopo la presentazione della proposta di revisione della legge del 2007. Ho riscontrato la generale condivisione della necessità di un riordino del settore, con opinioni diverse sul come procedere. Ci sono stati aspetti della proposta che sono state accolte con generale soddisfazione, penso alle novità che introdurremo nel settore degli spettacoli, altri che si sono rivelati più problematici. La cosa non ci ha sorpresi continua Mellarini ma l'organizzazione in poli dei musei è il punto su cui le opinioni sono state più discordanti». L'assessore ha deciso di non tirare dritto di fronte alle critiche, ma di avanzare una nuova proposta, che era poi la sua idea iniziale: il cda unico. «Mi rendo conto che si tratta di una modifica forte, ma secondo me necessaria. La nuova proposta che presenterò a breve prevedrà un unico consiglio di amministrazione per i quattro enti funzionali della Provincia». Un board ristretto in cui la Provincia non sarebbe nemmeno il dominus assoluto. «Penso a un cda composto da cinque persone continua Mellarini Il presidente sarà ovviamente indicato dalla Provincia. I Comuni di Trento e Rovereto indicheranno ciascuno il proprio consigliere e un altro sarà espressione della minoranza provinciale, perché ritengo che anche chi sta all'opposizione debba avere voce in capitolo in quest'organo. Il quinto componente lo immagino indicato dalla Provincia, ma scegliendo una figura che possa rappresentare l'intera rete dei musei etnografici. Il cda unico non significa privare i singoli musei della loro autonomia, i comitati scientifici non saranno toccati». E gli altri musei? «Per le fondazioni continua Mellarini procederemo in maniera diversa prevedendo un coordinamento comune. Si tratta di enti che non dipendono direttamente dalla Provincia, ma che sono paragonabili agli enti funzionali in quanto a portata». Il deciso cambio di rotta verrà formalizzato e spiegato alla maggioranza, poi prenderà la forma di un emendamento al disegno di legge attualmente in commissione. «Nei prossimi giorni fa sapere l'assessore alla cultura chiederò ai colleghi della maggioranza un momento di riflessione comune sull'argomento ed esporrò la mia proposta. Poi, il confronto passerà in commissione, dove conto di coinvolgere anche l'opposizione in un confronto che auspico il più largo possibile». L'idea del consiglio di amministrazione unico dovrebbe superare le obiezioni di chi ha criticato i poli perché visti come un'integrazione che avrebbe creato divisioni. «La nuova proposta conclude Mellarini mi pare anche in linea con l'idea portata avanti, a livello nazionale, dal ministro Franceschini».