Detta anche Torre di Sopra, è una tipica torre portaia che serviva a difendere l'accesso al paese e in passato era dotata di un ponte levatoio per superare un fosso difensivo. Sulla torre era posta una campanella utilizzata per segnalare l'avvistamento dei nemici e per scandire la vita civile del borgo. La campanella era datata 1474 e venne asportata nel corso della prima guerra mondiale dall'Imperial regio esercito austro-ungarico. Nella stanzetta all'ultimo piano si trova l'antico meccanismo dell'orologio. L'orologio è composto da due quadranti uno rivolto all'interno e l'altro all'esterno del paese. La Torre aveva una "sorella" detta Porta di Sotto. Purtroppo quest'ultima non ha resistito alle insidie del tempo ed è stata demolita nell'Ottocento.di Miroslava Pasquali wPORCIA La valorizzazione della Torre dell'orologio uno dei simboli della città non è in cima ai pensieri dell'amministrazione guidata da Giuseppe Gaiarin. La giunta ha preferito puntare sul progetto di restauro del parco di villa Dolfin e sull'adeguamento antisismico di Palazzo Remigi, che sarà la futura sede della biblioteca comunale. Se anche rientrasse nella scaletta di priorità, tuttavia, l'intervento di recupero del monumento che prevederebbe, tra le altre, la rimessa in funzione del vecchio meccanismo che regola il movimento delle lancette sarebbe costretto a fare i conti con una certa "ritrosia" degli abitanti della zona. Il motivo l'ha spiegato il sindaco Giuseppe Gaiarin in una recente seduta del consiglio comunale, in risposta a un'interrogazione sul tema presentata dalla Lega Nord. «Il meccanismo che genera i secondi ha riferito il primo cittadino crea dei "colpi" nelle abitazioni vicine alla Torre, e per questo i residenti ci hanno sempre chiesto di non riavviarlo. Occorrerebbe capire se si può aggirare la situazione con un congegno che non causi questa vibrazione». Un dettaglio di non poco conto, che si andrebbe ad aggiungere alla lista dei "problemi" che l'amministrazione dovrebbe risolvere per rilanciare la Torre dell'orologio in chiave turistica. Sì, perché nell'elenco dei nodi da sciogliere snocciolato dal vicesindaco Giuseppe Moras (Pd) compaiono anche «la necessità aggiornare gli impianti elettrici esistenti, di ottenere il certificato di prevenzione incendi e di consentire l'accesso alle persone disabili». L'edificio, per il momento, continuerà a fungere "solo" da sede e magazzino per le associazioni. «Se mai si parte, mai si arriva al traguardo è stato il monito che il capogruppo leghista Marco Sartini ha rivolto alla giunta . Basterebbe cominciare dal risanamento dei luoghi, caratterizzati dalla presenza di muffe, e dal trasloco dei volontari». Oppure dalla pulizia della facciata esterna della Torre, che un gruppo di cittadini attraverso i social ha suggerito all'amministrazione per restituire il giusto "decoro" all'edificio. «Quando abbiamo invitato il funzionario della Soprintendenza regionale per discutere sul progetto di recupero del parco di villa Dolfin, lo abbiamo condotto in visita alla Torre dell'orologio ha aggiunto il vicesindaco Moras . Il funzionario ha affermato che il monumento non necessita di quella pulizia che qualcuno si era premurato di sollecitare». La Torre può attendere, così come sta attendendo il Comune di Porcia di sapere se il suo centro storico dominato dall'orologio, dal castello e dagli altri antichi edifici come Palazzo Remigi sarà ritenuto meritevole di entrare nel prestigioso circuito dei Borghi più belli d'Italia. Un traguardo che la città sogna per rilanciarsi come importante polo turistico.