CHIANNI L'archivio del Vasari, di proprietà della famiglia Festari di Chianni, è stato digitalizzato. La consegna del lavoro è stata fatta ieri mattina alle 11 presso la sede dell'Archivio di Stato ad Arezzo. La digitalizzazione delle Carte Vasariane, i cui originali sono conservati nel Museo di Casa Vasari e sono stati oggetto di lunga diatriba con i proprietari, i fratelli Festari di Pisa, è stata progettata e finanziata dalla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana allo scopo di facilitare la fruizione di questo patrimonio documentario, consentirne una più agevole consultazione senza dover ricorrere agli originali e quindi favorirne lo studio e la valorizzazione. «Da oggi in poi le immagini digitalizzate - ha spiegato la soprintendente Diana Marta Toccafondi - saranno messe a disposizione degli studiosi e dei cittadini presso questi due istituti aretini», Archivio di Stato e Museo Casa Vasari. Una copia delle immagini è stata consegnata anche ai fratelli Festari. Il materiale è considerato molto importante dal momento che contiene il carteggio tra Giorgio Vasari e Michelangelo e fotografa in modo preciso e puntuale proprio la personalità dei due artisti, entrambi nati nell'aretino. La famiglia Festari ha vinto la lunga battaglia legale per il riconoscimento della proprietà dell'archivio. La proprietà dell'Archivio Vasariano resta dei fratelli Festari. Circa un anno fa era stata respinta dunque l'azione possessoria intentata dal Ministero per i Beni Culturali e dalla Soprintendenza che avevano avanzato la richiesta già da tempo. Nel 2011 il caso era tornato alla ribalta con l'azione presentata in maniera congiunta da Ministero e Soprintendenza che rivendicavano la proprietà delle preziose carte. Prima la decisione del giudice Salcerini e poi quella del collegio avevano però dato ragione ai fratelli Festari. Fino ad arrivare all'ultima decisione, quella appunto del giudice Guerrieri di Firenze che ha riconosciuto ancora una volta la legittimità del possesso ai Festari. Contestualmente, però, è stato riconosciuto per il Ministero e per la Soprintendenza il diritto a provvedere al restauro delle carte qualora i proprietari non siano in grado, la possibilità di farle consultare agli studiosi e il diritto di prelazione in caso di vendita.