UN «lavoro di squadra». Mibact e Regione annunciano che i soldi per ricostruire la porzione di muro perimetrale (circa 35 metri) della Villa medicea di Poggio a Caiano, crollata in seguito al nubifragio di lunedì sera, ci saranno. Non solo. L'intera cinta di contenimento del parco che circonda l'edificio, di proprietà statale e dal 2013 patrimonio Unesco, sarà sottoposta nei prossimi giorni a una serie di perizie, per valutare la necessità di eventuali interventi di messa in sicurezza anche nelle parti non in prossimità del crollo. «Il ministero ci ha assicurato piena disponibilità a intervenire con finanziamenti specifici: si tratterà di una somma importante, ancora non quantificabile », spiega Stefano Casciu, direttore del Polo museale regionale, responsabile dei musei ospitati nella villa insieme alla Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio, che ha invece in carico la tutela del bene. «Occorrerà anzitutto un grande lavoro di squadra e il ministero ha già assicurato che arriveranno subito finanziamenti di urgenza», confermano dal canto loro presidente e vicepresidente toscani Enrico Rossi e Monica Barni. «Come Regione aggiunge quest'ultima siamo pronti a dare fin da subito il nostro aiuto. Vigileremo affinché non cada l'attenzione e quel che deve essere fatto lo si faccia alla svelta». Lunedì notte, intanto, i vigli del fuoco hanno lavorato fino all'alba per liberare la strada a ridosso del muro dalle macerie e per assicurarsi, anche con l'aiuto dei cani del nucleo cinofilo, che sepolte sotto di esse, oltre a quattro automobili, non vi fossero anche vittime umane. Ieri mattina, spiega Casciu, «abbiamo provveduto ad alleggerire la chioma di un grosso albero in prossimità dell'area del crollo, e sono partite le operazioni per mettere in sicurezza, attraverso ponteggi, le porzioni di muro adiacenti a quella franata, in modo da permettere al Comune di poter riaprire la strada al traffico nel giro di un paio di giorni al massimo». Incolume e regolarmente aperta al pubblico è invece rimasta la villa, splendido edificio rinascimentale commissionato da Lorenzo il Magnifico a Giuliano da Sangallo intorno al 1480 e teatro di una delle storie d'amore più travagliate e appassionanti della dinastia medicea, quella di Francesco I e Bianca Cappello, che oggi ospita il museo della Natura morta e, nelle scuderie, quello dedicato ad Ardengo Soffici: «Abbiamo fatto i sopralluoghi del caso prosegue Casciu e non sono state riscontrate infiltrazioni. Proprio domani (oggi, ndr) partirà un intervento già programmato di manutenzione delle gronde». Ma il crollo dell'altra sera avrebbe potuto essere evitato? «Si tratta di un muro antico, settecentesco o ottocentesco, ed è normale che presentasse delle fragilità. Anche per questo avevamo messo in programma, sia per il 2016 che per il 2017, un intervento di verifica delle sue condizioni: una delle tante richieste di manutenzione ordinaria che poi non trovano spazio in budget, soppiantate da altre priorità. Certo è, però, che nessuno avrebbe potuto prevedere l'enorme quantità d'acqua che è venuta giù lunedì con tanta intensità ». Ma l'opposizione politica invita a fare chiarezza, col capogruppo della Lega nord in consiglio regionale, Manuel Vescovi, che auspica «immediati approfondimenti per scoprire se veramente è stata una classica bomba d'acqua oppure se un'eventuale mancanza o trascuratezza nella manutenzione della villa abbia poi determinato o, comunque, facilitato il crollo». Si dice intanto «addolorato» il sindaco di Poggio a Caiano, Marco Martini, che ieri ha partecipato ai sopralluoghi insieme ai responsabili regionali e ministeriali: «Quella villa è il cuore di Poggio a Caiano. Adesso comincia la lunga strada della messa in sicurezza: per noi è particolarmente importante riuscire a ripristinare, in breve tempo, la viabilità sulla strada. Il nubifragio ha causato molti danni alla nostra città, con intere ditte della zona artigianale allagate. L'alluvione di 25 anni fa è ancora un ricordo vivo: l'Ombrone resta un sorvegliato speciale».