I carabinieri acquisiscono documenti in Comune e alla Soprintendenza La Procura ha aperto una indagine ricognitiva sull'annunciato restauro della facciata di Castel Nuovo, il portale aragonese, affidato nell'ambito di "Monumentando" - programma del Comune di Napoli che paga 27 restauri con concessioni pubblicitarie - alla società Uno Outdoor. Su iniziativa del procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli l'incarico di verificare il progetto per il Maschio Angioino, nonché le modalità del restauro del monumento ad Armando Diaz appena liberato dalle impalcature (ma «non completato» per il Comune) è stato affidato ai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico, che hanno visitato, tra lunedì e martedì, gli uffici della Soprintendenza di Palazzo Reale e del Comune a Palazzo San Giacomo acquisendo documentazioni. Nel fascicolo di polizia giudiziaria sarebbero finite anche le segnalazioni delCorriere del Mezzogiorno, in particolare della presidente della Fondazione Napoli99, Mirella Baracco, che in una recente intervista, indicando la statua di San Michele sulla sommità del castello di piazza Municipio, aveva invocato senza giri di parole l'intervento di «polizia e Procura come per i Girolamini» dicendosi estremamente preoccupata per il mancato ricorso ad un bando aperto ai migliori restauratori internazionali. Ma sono tante le segnalazioni raccolte. Anche Italia Nostra, domenica scorsa, annunciava un esposto sui piani per l'Arco aragonese e già l'Anac si era pronunciata sul rischio che il concessionario di «Monumentando» prolunghi artificiosamente la durata dei lavori incamerando ulteriori introiti pubblicitari (la Uno Outdoor, invece, ha portato in tribunale il Comune per non aver ottenuto proroghe sul restauro delle Torri Aragonesi). Mentre l'associazione Brancaccio aveva ingaggiato una feroce polemica sui risultati dei lunghissimi restauri, in ultimo per la statua di Armando Diaz scoperta in ritardo e ancora sporca di graffiti. Nella sua intervista, Barracco ha parlato di «acidi» utilizzati per le ripuliture che non sarebbero adoperati nemmeno «per i monumenti minori». Il soprintendente Garella per suo conto aveva annunciato l'affiancamento di esperti nell'opera di restauro di Castel Nuovo. L'indagine della Procura non sarebbe sugli aspetti più controversi dell'appalto di «Monumentando» (nessuna penale per i ritardi, proroghe facili, risultati insoddisfacenti) vinto dalla Uno Outdoor, unica partecipante al bando, nel 2013: già nella primavera scorsa la Uno Outodoor fu bersagliata dalle proteste di diecine associazioni e professionisti dei beni culturali (accuse puntualmente respinte, ieri come oggi, dall'amministratore Giuliano Annigliato). I carabinieri starebbero lavorando sull'eventuale danneggiamento dei beni culturali, passando al setaccio dunque le tecniche di restauro già utilizzate alla Rotonda Diaz o su altri monumenti ed i piani di intervento sul portale aragonese. Nel merito, sempre sul CorrMezz, intervistato da Fabrizio Geremicca, il presidente provinciale dell'Aren (restauratori) Vitulli aveva spiegato i rischi dell'affidamento di restauri di questa portata a società non esperte del ramo in più con sostanziale "carta bianca" sugli interventi da subappaltare (praticamente l'intera opera, essendo la Uno Outdoor una concessionaria pubblicitaria). E per Castel Nuovo, il progetto del Comune prevede, con la pulitura e il restauro conservativo dei fregi, dei bassorilievi e degli elementi marmorei, anche «l'eventuale integrazione o sostituzione delle parti mancanti»: 360 giorni di lavori per una impresa indicata da Uno Outdoor, che costeranno circa 800mila euro (la contropartita per la società resta la pubblicità sulla facciata che vale 200mila al mese). Quanto agli altri monumenti del pacchetto, il restauro alla Rotonda Diaz è costato 146mila euro, la pubblicità ha fruttato 100mila euro al mese. Con ritardo di 6 mesi contro i 2 programmati per la consegna dell'opera finita, i cartelloni che coprivano il monumento equestre sono spariti, eppure i graffiti sono ancora ben distinguibili. Invece le Torri del Carmine, aveva segnalato l'associazione Brancaccio ad Anna Paola Merone, sono restate coperte dalla pubblicità per due anni: per un importo di 605mila euro dovevano tornare pulite in 4 mesi. La pubblicità sulle Torri avrebbe reso alla società «240mila euro al mese» (le cifre della vendita pubblicitaria sono sul sito web della Uno Outdoor, quanto al Comune non ce n'è traccia sulle sue carte e così sembra che l'amministrazione non abbia contezza del valore della vendita pubblicitaria) . Sono 6 dei 27 previsti dal bando gli interventi realizzati e non sempre in maniera soddisfacente. «La Fontana Spina Corona ora versa in condizioni peggiori» secondo la Brancaccio. Intanto, in attesa dei lavori per 265mila euro (in 8 mesi) resta ingabbiato anche il ponte di Chiaia, qui gli operai si sono visti una tantum malgrado l'abbondante cartellonistica, venduta a 120mila euro al mese. «Soldi che potevano finire nelle casse del Comune» ripete da un anno la Brancaccio. L'ingresso monumentale al Parco Virgiliano invece è cantierato dall'agosto 2015, i lavori dovevano durare 4 mesi e qui la pubblicità vale 250mila al mese, contro i 145mila del costo degli interventi. E ancora per le Torri Aragonesi e la statua di San Gaetano alla stessa Procura era già stato chiesto che, almeno durante la progettazione degli interventi, i monumenti restassero liberi da impalcature e cartelloni. Anche perché intanto, «Monumentando», Napoli, città Patrimonio Unesco, è invasa da turisti a caccia di monumenti.