Alle 20,30 il pizzaiolo di via Cancellieri ha sentito un boato sordo, si è voltato e ha visto che un bel pezzo di muro della Villa, sei metri di altezza per 35 di lunghezza, non era più al suo posto e che da quel vuoto scendeva una cascata di terra e acqua. Sotto le pietre sono rimaste schiacciate sei auto. Una volta appurato con sollievo che dentro quelle auto non c'era nessuno, diventa importante sapere che quel muro recinta uno dei capolavori della Toscana rinascimentale: la Villa Medicea di Poggio a Caiano, patrimonio dell'Unesco. Se la Villa di Poggio fosse un film, tanto per dire, avrebbe come produttore Lorenzo il Magnifico, come regista Giuliano da Sangallo, come interpreti Filippino Lippi, Sansovino, Paolo Veronese, Pontormo, Andrea del Sarto, forse un cameo di Leonardo da Vinci. Oppure farebbe da location a una serie tv con protagonisti papa Leone X, gli altri Medici e le loro principesche consorti, Giovanna d'Austria, Cristina di Lorena, Margherita d'Orleans. E poi la granduchessa Elisa Baciocchi Bonaparte, sorella di Napoleone, il re d'Italia Vittorio Emanuele II. Un cast da kolossal, anche se siamo "solo" a Poggio a Caiano, comune di 10.000 abitanti a otto chilometri da Prato, sulla strada che va da Pistoia a Firenze. Aperta un'inchiesta sul crollo della Villa medicea di Poggio a Caiano Prato, l'ipotesi di reato è crollo colposo. Si vuole verificare se all'origine di quanto accaduto vi sia stata o meno negligenza. La Regione in aiuto, il presidente del consiglio Giani: "Centomila euro da fondo vitalizi consiglieri regionali" Quelle pietre cadute potrebbero sembrare poca cosa, alla fine, di fronte alle tante tragedie di questi mesi. Eppure quella breccia nel muro è un invito a guardare dentro per scoprire la ricchezza e la fragilità di un luogo, quanta bellezza ignoriamo, dimentichiamo o rischiamo di perdere. Nel nostro paese ci sono spesso posti così, che sembrano "minori" e sono invece l'incrocio di mille storie della Storia, l'arca di piccoli tesori che sono piccoli solo da noi, dove i tesori grandi abbondano. Tra l'altro nelle stesse ore, a pochi chilometri di distanza, crollava anche il tetto dell'abbazia di San Giusto a Carmignano, minuscolo gioiello romanico del XII secolo. La Villa Medicea si può visitare ed è uno spettacolo, tra affreschi, architetture, teatro, parco e il Museo della natura morta ospitato al secondo piano. Ora le istituzioni corrono a tappare la falla. E ci si chiede cosa sia successo. Si parla di elementi che dovevano garantire il deflusso dell'acqua, forse usurati o otturati, cosicché il muro non avrebbe retto la pressione dell'acqua che scivolava dal giardino, dopo 20 minuti di pioggia torrenziale. La gente del posto dice che dagli anni Sessanta non si ricorda un intervento di manutenzione sul muro della villa. Ora invece partiranno celermente i lavori: subito i ponteggi, la perizia, un milione di euro per ripristinare il muro. Il ministero si impegna attraverso le sue articolazioni, il Polo museale Toscano (direttore Stefano Casciu) che si occupa degli allestimenti nei luoghi storici, e la Soprintendenza (Andrea Pessina) a cui spettano la manutenzione del patrimonio. Sperando che tra loro si parlino. La Villa Medicea fu voluta da Lorenzo il Magnifico: «Quant'è bella giovinezza che si fugge tuttavia, chi vuol esser lieto sia, di doman non v'è certezza». E appunto per cogliere la pienezza del presente, Lorenzo decise di far costruire al centro di una vasta tenuta una villa che fosse diversa da tutte le altre, non più una fortezza fuori città, ma un edificio bello, che modellasse anche la campagna secondo quell'armonia di cui l'uomo era il centro e il portatore. Nacque così la villa di Poggio, affidata nel 1482 al progetto di Giuliano da Sangallo. E nella quale furono chiamati a lavorare i grandi artisti e architetti dell'epoca. Da allora fu la residenza estiva della famiglia padrona di Firenze e della Toscana, nonché il luogo in cui si celebravano i matrimoni. Nel corso del tempo è stata la villa dell'amore e degli amanti. Qui Francesco I portava la sua amante Bianca Cappello, nobildonna veneziana poi sposata proprio a Poggio a Caiano nel 1579. E qui entrambi morirono otto anni dopo, forse avvelenati, secondo un'ipotesi "gialla" che ancora fa discutere storici, archeologi e paleopatologi. Negli anni in cui Firenze era capitale del Regno d'Italia, il re Vittorio Emanuele II usava la villa come base per le sue battute di caccia portando con sé la "bella Rosina", la popolana piemontese sua amante ufficiale. E' stata anche la Villa della salvezza, durante la seconda guerra mondiale, quando ha dato rifugio nei sotterranei alla popolazione in fuga dai bombardamenti e alle opere d'arte da proteggere che arrivavano da tutta la Toscana, dai capolavori di Michelangelo in San Lorenzo, ai Quattro Mori di Livorno, dl Pietro Tacca. E poi c'era l'altro pezzo complementare della tenuta, di là dal fiume Ombrone su cui la villa si affaccia, in direzione di Prato: le Cascine medicee, un altro complesso monumentale e paesaggistico d'importanza storica, con un reticolo di canali che si dice disegnato da Leonardo. Gli edifici storici, acquistati da privati, sono finiti in una spirale di inchieste, fallimenti, confische e sequestri. Domani, 9 marzo, andranno all'asta per la quarta volta. Serviranno 3,5 milioni per comprarli, ma 28 per ristrutturarli. Così i tesori spesso trascurati, con un piccolo crollo o una svendita, richiamano la nostra attenzione. Prima che sia troppo tardi.