Scongiurati i tagli al Fondo unico per lo Spettacolo per l'anno 2005, già domani parte il tavolo della concertazione per gli anni successivi. Vengono così accolte le istanze delle categorie di settore, in particolare quelle del cinema e della musica, che nei giorni scorsi avevano lanciato l'allarme chiedendo il ripristino dei fondi almeno ai livelli del 2004. Per questo il sottosegretario ai Beni culturali Nicola Bono esprime tutta la propria soddisfazione. Perché, dopo il Senato, anche la Camera dei Deputati ha sancito il reintegro del finanziamento al Fus, mantenendo inalterato il testo, per la parte riguardante tale ambito, del disegno di legge n. 5389. «Per quanto riguarda invece i tagli al Fus per il 2006, il 2007 e per le previsioni del 2008 - dice Bono - sarà necessario organizzare subito un'analoga strateja di intervento, che possa ripristinare il libilo dei fondi per l'intero triennio. Tale obieivo in attesa che venga definita la riforma trutturale del Fus. Al fine di arrivare in temi brevi all'individuazione di un testo di riforma condiviso è stato riattivato presso il mistero il tavolo di concertazione con le categorie del settore, non a caso riconvocato per il 28 luglio». Intanto, il governo è intnzionato a presentare un decreto, forse già dopo domani, per sanare la situazione chi si è venuta a creare nel settore dei finanzimenti pubblici al cinema anche dopo la sentenza della Corte costituzionale sulla lege Urbani. In seguito al ricorso delle regini Toscana e Emilia Romagna, la Consulta aveva dichiarato incostituzionali 15 parti della legge Urbani, che aveva riformato i criteri per il credito cinematografico, con la conseguente sospensione delle procedure finanziarie per i film.