ROMA Dal 2006 gli enti locali non dovranno più subire il tetto alla crescita della spesa per gli investimenti nelle opere pubbliche. Lo ha detto il presidente della Commissione Finanze del Senato, Riccardo Pedrizzi, di An, dopo aver avuto assicurazioni in tal senso dal viceministro dell'Economia, e suo collega di partito, Mario Baldassarri. L'eliminazione del tetto per gli investimenti era stata a lungo richiesta dagli enti locali che, per inciso, stanno per aprire con il governo un altro contenzioso, questa volta sulle dotazioni del Fondo Nazionale per le politiche sociali, dimezzato per il 2005. Camera e il Senato, intanto, voteranno domani il previsto parere sul Documento di Programmazione Economica. Il governo, che secondo la Cgil in questi giorni dovrebbe avere contatti con le principali agenzie di rating, non deve aspettarsi grandi sorprese. Sia a Palazzo Madama che a Montecitorio si profila un parere piuttosto asciutto, anche perché il Dpef è avaro di dettagli, come sottolinea il servizio bilancio del Senato, e non entra nel merito dei provvedimenti per il 2006. Per il Nens, il centro studi guidato dai Ds Vincenzo Visco e Pierluigi Bersani, la manovra dell'anno prossimo dovrebbe essere di portata più che doppia rispetto a quella ipotizzata dal governo per correggere il deficit tendenziale: 28 miliardi di euro, dicono i Ds, contro i 12 indicati dall'esecutivo. Decisamente critici i commenti del centro-sinistra sulla gestione della finanza pubblica. «Sarebbe stato sufficiente mantenere le entrate fiscali e la spesa pubblica sugli stessi livelli del 2001 per avere oggi un deficit del 2,4» ha detto Visco, secondo il quale, senza interventi, il deficit del 2006 schizzerebbe al 5,9 del prodotto.