Gentile Tedeschi , leggo che sono iniziate le operazioni di restauro della Vittoria Alata. Ricordo che il punto finale di approdo di questi restauri sarà il trasferimento della statua dal Museo di Santa Giulia al Capitolium. Una scelta che non tutti condividono. Lei cosa ne dice? Franco Colosio Caro Franco , ancora una volta la grande statua bronzea affronta un lifting che dovrebbe consolidarne la tenuta, affinarne la leggibilità. L'approdo finale sarà, come lei dice, il Capitolium: una suggestione che Massimo Minini, oggi presidente della Fondazione Brescia Musei, evocò anni fa da commentatore del Corriere della Sera . La soluzione trova autorevoli opposizioni a partire da Vasco Frati, indimenticato assessore alla Cultura. In verità è convinzione condivisa che l'attuale collocazione della Vittoria Alata in una saletta di Santa Giulia sia inadeguata. Da lì in avanti però le opinioni divergono: Frati la vedrebbe bene collocata in posizione più solenne nel percorso museale sull'epoca romana, altri nel Capitolium. Personalmente credo che la collocazione di un'opera come questa esiga rigore filologico ma sia anche figlia del proprio tempo, e il nostro tempo ha bisogno di grandi simboli valorizzati anche scenograficamente. La cosa più affascinante che si prepara, a mio avviso, è però lo studio della statua con strumenti tecnologicamente moderni. Se all'interno fosse conservata, come si spera, parte della terra di fusione potremmo determinare datazione e provenienza della statua. Le ultime analisi metallurgiche, e la composizione percentuale di rame stagno e zinco, indicavano l'origine di epoca romana come più probabile di quella greca. Ora si potrebbe arrivare alla certezza. E se trovassero conferma le ipotesi che collegano la Vittoria a statue bronzee rinvenute in Valcamonica e a Verona, troverebbe sostanza l'ipotesi di un atelier fusorio attivo in zona. A quel punto la Vittoria non sarebbe un bronzo d'importazione ma diverrebbe musa e nume protettore non solo della città e della bellezza, ma dell'arte fusoria e della perizia metallurgica dei bresciani. Semplicemente stupendo. Massimo Tedeschi