Piazza Armerina. Sono stati ritrovati i quattro capitelli del XVI secolo sottratti dal chiostro dell'ex nosocomio. L'attività investigativa dei carabinieri, guidati dal tenente Turlà, prosegue a pieno ritmo per individuare i responsabili e mandanti dei furti. Pare, comunque, che siano state già raccolte prove a carico di alcune persone e ulteriori dettagli verranno forniti questa mattina dai carabinieri. Intanto ieri si è svolto il sopralluogo nell'ex ospedale, dove ha sede il chiostro del 600', ridotto a rudere dopo lo scempio compiuto. Erano presenti Lucia Rubicondo, responsabile del distretto sanitario armerino, Francesco Iudica, direttore generale dell'Asl 4 di enna, Liborio Calascibetta, architetto della Soprintendenza di Enna, i tecnici del Comune di Piazza Armerina. A guidare il sopraluogo il sindaco Maurizio Prestifilippo, l'assessore ai Lavori pubblici Paola Di Vita, il presidente del consiglio comunale Fioriglio Basilio. Finito il sopraluogo tutti si sono spostati alla sala delle luci per decidere le azioni da intraprendere. Diverse le soluzioni prospettate, oltre all'unanime condanna per quanto è avvenuto al chiostro del '500. Alla fine si è optato per una conferenza dei servizi, di cui si farà carico il sindaco in accordo con la Provincia, la diocesi, l'Asl 4. Obiettivo restituire alla struttura una nuova funzione sociale. Il manager Iudica, dopo il sopralluogo durante il quale ha condannato l'ignobile gesto, ha dichiarato: «Il sindaco Prestifilippo sa benissimo che assieme alla Curia vescovile e alla Provincia dovevamo affrontare il problema della struttura che prima ospitava l'ospedale Chiello. Le ipotesi potevano essere tante, ma la più plausibile era quella di donare l'immobile ad una fondazione per poster svolgere attività culturali. Ovviamente tenuto conto di quanto è successo, provvederemo ad accelerare l'iter burocratico». Sconcerto e stupore sono stati espressi da tutte le autorità presenti al chiostro. La responsabile del distretto sanitario piazzese ha affermato che il furto sarebbe stato compiuto, presumibilmente, dopo il 15 luglio visto che ha più volte dichiarato e assicurato che un sopraluogo, corredato da fotografie, era stato compiuto all'interno della struttura tra l'11 e il 15 luglio, è niente lasciava supporre che a distanza di pochi giorni si sarebbe potuto assistere ad un simile spettacolo. Anche il presidente del consiglio Fioriglio Basiglio si è detto amareggiato per l'accaduto e ha confidato «nella capacità investigativa delle forze dell'ordine» proponendo sul piano politico «una ricognizione di tutti quei beni che potrebbero avere un'alta valenza sul piano storico». A ogni modo le indagini sembrano che siano arrivati ad una svolta con il ritrovamento dei capitelli e l'intensa attività investigative che tutt'ora in corso per l'individuazione dei responsabile di questo ignobile gesto.