PISA Il fronte renziano si schiera contro l'archeologo e storico dell'arte, già direttore della Normale, Salvatore Settis, dopo il suo intervento-stroncatura sul Tirreno a proposito del progetto per la ruota panoramica acchiappa-turisti con vista sulla Torre in via Pietrasantina. A rimproverare a Settis di volersi far imprigionare dal passato senza guardare al futuro è il consigliere regionale e vice segretario toscano del Pd Antonio Mazzeo. «Sono stupito - afferma Mazzeo - nel percepire, ancora una volta, di avere a che fare con quel "partito del no" per il quale ogni iniziativa messa in campo per provare a dare ulteriore slancio a una città e a renderla ancora più attrattiva, sia semplicemente da rigettare al mittente in quanto tale. Questa logica quasi "protezionista" mal si sposa con la necessità di avere, piuttosto, una visione che si apra all'esterno e che dia alle nostre città dimensioni sempre più europee anche (se non soprattutto) da un punto di vista turistico. Pisa è un piccolo, grande gioiello della Toscana, dell'Italia e dell'Europa e valutare negativamente una iniziativa che punta a valorizzarne ancor di più il suo patrimonio (in maniera peraltro temporanea e senza avere il minimo impatto in termini ambientali) è, a mio avviso, un giudizio miope. Si dice, a sostegno della contrarietà al progetto, che avere la possibilità di vedere la città dall'alto niente aggiunga alla bellezza della città. È un giudizio che rispetto, ma che non condivido. Provate a immaginare tutti voi come sarebbe godere Pisa in una visione d'insieme, allungando lo sguardo da Piazza dei Miracoli fino all'Arno e al Parco di San Rossore e abbracciando insieme con la vista le strade del centro, i Lungarni e il Ponte di Mezzo. È quello che accade in grandi città europee come Londra, Vienna e Nizza». Il fedelissimo pisano di Matteo Renzi si domanda cosa si toglierebbe alla città di Pisa con l'avvento della ruota. «Niente - è la sua risposta -. Se non, in vero, un'opportunità. E negarsi alle opportunità, se si vuole avere uno sguardo rivolto al futuro e non solo al passato, non è secondo me la strada giusta da percorrere, a maggior ragione in un periodo storico come quello che stiamo vivendo. Significherebbe soltanto decidere di far prevalere la logica dei no all'amore che si deve avere per questa città, immaginandola proiettata nel futuro e non solo ferma e immutabile nel suo presente e nel suo passato. Anche perché, e questo è ciò che mi duole maggiormente, una simile visione finisce per offuscare l'obiettività di giudizio perfino di fronte ai fatti e ai numeri della cronaca quotidiana. Secondo il professor Settis, infatti, "l'aeroporto di Pisa () ha intanto abdicato, auspice la Regione presieduta dal pisano Enrico Rossi ma col consenso del Comune, in favore della primogenitura del piccolo e malsicuro aeroporto di Firenze". Peccato che le sue parole siano arrivate nel giorno stesso in cui i vertici di Ryanair hanno confermato, rafforzandolo ulteriormente, il loro investimento sul Galilei e non sul Vespucci e mentre i numeri dello scalo pisano continuano a crescere ed hanno raggiunto l'ultimo record».