JOHANNES si asciuga il sudore dalla fronte. Le sue mani di falegname hanno intagliato le posate che andranno sulla tavola di Razo, il dominus del villaggio. Poco più in là c'è il cuoco Garipaldo. Sempre sporco di farina, è il maestro delle focacce, da divorare rigorosamente insieme al vino concio. Ermentrude trascorre molto tempo nel bosco in cerca delle erbe per tingere gli abiti: la ginestra è ottima per il giallo, le cortecce per il bruno e la robbia per il rosso. Nella Fortezza di Poggibonsi ogni domenica rivive un villaggio dei tempi di Carlo Magno, fatto di capanne a grandezza naturale e di archeologi che vestono i panni degli abitanti. L'Archeodromo, così si chiama il primo museo "open air" italiano sull'Alto Medioevo ricostruito sulla base delle campagne di scavo condotte dall'Università di Siena, è stato scelto come vincitore del concorso "Progetto Art bonus dell'anno" sbaragliando altri 76 candidati. Il contest, che si è svolto online e che ha raccolto i voti di migliaia di utenti, è nato per premiare l'impegno di quanti, beneficiari e mecenati, hanno reso possibile il recupero e la valorizzazione di una parte del patrimonio culturale del Paese. Oggi il sottosegretario del Mibact Antimo Cesaro alle 11 sarà al Parco della Fortezza di Poggio Imperiale a Poggibonsi, proprio per consegnare il doppio riconoscimento. A donare 8mila euro all'Archeodromo attraverso l'Art bonus è stata l'impresa Edil Co, che ha permesso un intervento straordinario indispensabile per la conservazione della "Longhouse", la capanna del dominus danneggiata dalle intemperie. «L'idea di trasformare quanto scoperto durante anni di scavi archeologici in qualcosa di reale da toccare, vedere e assaggiare è nata dalla volontà di restituire anche una funzione sociale al nostro mestiere spiega Marco Valenti, direttore del Parco Archeologico di Poggibonsi e docente di Archeologia Medievale all'Università di Siena i visitatori possono fare un salto nel tempo». Oggi il villaggio è costituito dalle case del padrone e dei contadini, da un pollaio, dall'orto, dalla forgia del fabbro e due focolari all'aperto. Il progetto, sostenuto anche da Fondazione Musei Senesi, è però destinato ad ampliarsi: «Entro il 2018 vorremmo ricostruire altre 12 capanne e a luglio, dopo 10 anni di stop, ripartiremo anche con gli scavi». L'Archeodromo ha fatto anche bene all'economia di Poggibonsi e della Valdelsa: «In un anno abbiamo avuto 25mila visitatori e tantissime scuole, per cui vengono organizzate attività su misura aggiunge il sindaco di Poggibonsi, David Bussagli il recupero dell'identità storica rappresenta una leva di sviluppo cruciale ».