LE FUNI lo sollevano da sotto le braccia, il Cristo Redentore resta appeso nel cielo terso di Milano, una manciata di secondi che sembra infinita. Al rallentatore viene calato giù, tutto imbragato, ha 344 anni e bisogna fare adagio. L'operazione è delicata, ci vogliono più di tre ore. La statua del XVII secolo, che poggia sulla colonna del Verziere, è sfrattata dai cantieri del metrò 4 in largo Augusto. Tornerà a casa a lavori finiti, tra quattro anni. Sono le 11 e in largo Augusto la curiosità dei passanti è attirata dall'alto. Inizia il trasloco della colonna del Verziere, dal nome del mercato di frutta e verdura ("Verzée") che si teneva in passato nella piazza prima di trasferirsi, ne 1911, alla palazzina Liberty. Ci vorranno settimane per completare tutta l'operazione, almeno un mese, forse di più. L'impresa in atto in effetti è eccezionale. La squadra al lavoro è specializzata, è la società Land, esperta di restauri e scavi archeologici, ha già fatto quelli del metrò C a Roma. Il monumento è già coperto da otto piani di ponteggi da un mese, il tempo necessario per gli esami georadar e le analisi visive propedeutiche alle attività di rimozione. E andrà smontato, pezzo per pezzo, e portato via. Ieri l'inizio della "fine" temporanea della Colonna del Verziere, eretta nel 1577 come voto per far cessare la peste a Milano, e dal 1860 anche Colonna della Vittoria per celebrare le Cinque giornate di Milano. La fase uno è la croce del Cristo redentore. In ferro, viene prima chiusa in una sagoma di legno per portarla giù in sicurezza. L'operazione non dura molto. Per la statua, invece, opera di Giovan Battista Vismara che nel 1673 seguì i disegni dell'architetto Francesco Mario Richini, ci vuole più tempo, non è proprio un gioco da ragazzi e gli esperti lo capiscono subito. «È più impuntata del previsto», dice un operaio nel cantiere in contatto con i colleghi a 21 metri di altezza. «La statua pesa 12 quintali aggiunge noi con la gru stiamo tirano 22 quintali e non viene, ora vediamo». A mezzogiorno si capisce che ci sono difatti delle piastre nascoste nel granito che tengono il Cristo più agganciato alla colonna. Vanno sbullonate, trapani e frese, fare piano. Il gruista tira, il Cristo si solleva alle 13,55, e scende. Ci vogliono tre ore per portar giù la statua che fino al 2021 dovrà rinunciare alla vista sulle guglie del Duomo. Lo storico monumento è in via di smontaggio in questi giorni, pezzo a pezzo, per consentire i lavori del cantiere M4. Un piano messo a punto con la sovrintendenza ai Beni architettonici. Toccherà poi al basamento della statua, un capitello che andrà diviso a fasi, è fatto di materiali diversi e non tutti a quelle altezze si sono conservati nel tempo allo stesso modo. Andranno tolti i perni, alcune parti saranno da ripulire, bendare e fasciate con pellicole protettive. Poi sganciate e calate. Un elemento alla volta, l'arte va messa in sicurezza con cura. E poi c'è la colonna, che verrà ingabbiata, inclinata e adagiata su un camion. "Trasporto eccezionale", come il Cristo e la sua croce ieri. In tutto ci vorrà almeno un mese, difficile fare delle previsioni, forse qualcosa in più. Il trasloco si è reso necessario perché in largo Augusto deve essere realizzato un manufatto, un grande pozzo indispensabile per costruire l'opera. Aprirà non prima di maggio, il tempo di concludere di spostare le fognature della vicina via Cavallotti e di risolvere la criticità legata al ritrovamento di alcune scatole con amianto dove sono contenuti cavi di vari servizi. Di sicuro sarà una trasferta lunga, quella della colonna. Resterà al campo base di metrò 4 al Forlanini, in un magazzino assieme ad altri monumenti che devono essere spostati per far posto ai lavori. Un piccolo museo: ad attendere il Cristo c'è il patriota Cesare Correnti, già sloggiato da piazza Resistenza Partigiana. Un mese per finire il trasferimento contro il rischio vibrazioni Il ritorno tra quattro anni