Dopo Settis anche il noto paesaggista boccia il progetto della ruota panoramica Gli fa eco Bartalini, possibilista Pierfrancesco Pacini, perplesso Bracci Torsi PISA. «Una visione disneyana del mondo che evidentemente si ritiene l'unica possibile». «Un minacciato e grottesco luna park». La ruota panoramica alta fino a 50 metri con vista sulla Torre nella zona del maxi parcheggio di via Pietrasantina ancora non c'è (per il momento è sempre relegata ad un bando esplorativo del Comune), ma le polemiche girano già. E a smuoverle ci ha pensato l'archeologo e storico dell'arte, già direttore della Normale, Salvatore Settis in un lungo intervento scritto ieri per il Tirreno. Per Pisa, e non solo per la città della Torre, Settis è sempre Settis e le sue dichiarazioni e valutazioni fanno sempre rumore. È d'accordo in tutto e per tutto con lui, ad esempio, l'architetto Alberto Bartalini, lo scenografo preferito da Andrea Bocelli, colui che ogni anno firma con il suo estro il Teatro del Silenzio di Lajatico: «La penso esattamente come Settis - dice -. Condivido completamente il suo intervento. Non ha alcun senso una ruota panoramica a Pisa. Penserei piuttosto a collocarla in alta Valdera, a Peccioli ad esempio, al posto di quella colata di cemento che vuole realizzare il sindaco, una passerella pedonale sopraelevata tra il parcheggio e il centro del paese». Con un atteggiamento possibilista rispetto all'ipotesi si pone invece Pierfrancesco Pacini, presidente dell'Opera della Primaziale Pisana, l'ente che sovrintende all'area monumentale di piazza dei Miracoli: «Tengo a precisare - spiega - che la mia è un'opinione squisitamente personale, dal momento che nella deputazione dell'Opa non abbiamo parlato del progetto del Comune, anche perché non riguarda direttamente piazza del Duomo. Se si tratta di una realizzazione ben fatta e se serve a rendere più appetibile per i turisti l'area del parcheggio scambiatore di via Pietrasantina, ben venga la ruota panoramica. Già in passato, come presidente della Camera di Commercio, ebbi modo più volte di rilevare la necessità di migliorare la qualità dell'accoglienza lungo il percorso tra il parcheggio turistico e piazza Duomo. Da quest'ultima la ruota non avrebbe effetti impattanti, e quindi potrebbe essere una valida opportunità per arricchire l'offerta turistica». Da Roma, dove vive e lavora, interviene anche il noto e stimato paesaggista Franco Zagari, al quale abbiamo chiesto un parere dopo che sulla sua opera proprio a Pisa si è tenuta recentemente la mostra monografica "Franco Zagari, architettura e paesaggio. Progetti", curata dall'associazione culturale Lp. «La questione - afferma Zagari - evidentemente riguarda l'impatto di questa attrezzatura che, a quanto ho capito, ha una durata non definita. Io credo che prima che per la sua visibilità, questa idea dovrebbe maturare da un punto di vista del suo significato. La ruota panoramica è un genere che ha avuto alterna fortuna, massima nel Prater di Vienna, dove se questa architettura venisse a mancare la città perderebbe un'importante caratura. Sempre una ruota, il London Eye, è diventata a Londra una protagonista molto amata e, dopo il grande successo che ha avuto, torna a funzionare quella di Place de la Concorde a Parigi, che è nata come temporanea e credo finirà come la Tour Eiffel, una delle icone più importanti della città. Ma perché a Pisa un'altra ruota panoramica? Se il problema è quello di creare un'attrattiva che offra una vista sulla città e sulla Torre - prosegue Zagari - credo che ci sarebbero molte soluzioni meno invasive, ma direi piuttosto più originali, con un loro carattere del tutto nuovo, che in base alla bontà dei progetti si giudicherà se siano più o meno in contrasto o in armonia con un contesto così delicato. Quello che è sicuro è che si potrebbe avere un rapporto più attento con il profilo della città, appena affiorante, non necessariamente con il protagonismo di una struttura da luna park. Niente di male, né nell'architettura di Disney né nei luna park, ma quello che può lasciare perplessi è la gratuità dell'uso di un linguaggio e di una forma che nel mondo ha già una lunga storia di remake. Dunque non avrei dubbi nel cercare soluzioni alternative, prima di pronunciarci definitivamente pro o contro». Infine, ecco i dubbi di Cosimo Bracci Torsi, presidente della Fondazione Palazzo Blu: «Sono perplesso ma non pregiudizialmente contrario. Andrebbe studiato bene il progetto, valutando gli eventuali vantaggi. Certamente non dovrebbe essere impattante rispetto ai panorami tradizionali».