VENEZIA. Guttuso e Picasso. E ancora: le nature morte oniriche di De Chirico e le linee potenti di Emilio Vedova. Erano tra i 21 quadri sequestrati dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Venezia. Il valore dei quadri, se venduti, avrebbe superato il milione di euro ma gli investigatori hanno bloccato tutto e hanno colto in flagrante due falsari, padre e figlio a Vicenza mentre, pennello in mano, stavano ultimando due Pardi. Le forme squadrate dei Pardi accanto ai colori intensi delle lettere di Boetti e agli schizzi a matita di Guttuso e Picasso. E ancora: le nature morte oniriche di De Chirico e le linee potenti di Emilio Vedova. Erano tra i 21 quadri sequestrati dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Venezia. Artisti molto noti del '900, in alcuni casi perfino accompagnati da una falsa «autentica» (il foglio che attesta l'autenticità dell'opera, ndr ). Il valore dei quadri, se venduti, avrebbe superato il milione di euro ma gli investigatori sono arrivati prima, hanno bloccato tutto e hanno colto in flagrante due falsari, padre e figlio a Vicenza mentre, pennello in mano, stavano ultimando due Pardi. In un'operazione cominciata a dicembre scorso e conclusa parzialmente nelle scorse settimane, i carabinieri hanno prima mappato l'intera regione, individuando i personaggi più attivi sul fronte della compravendita irregolare, li hanno seguiti sul web fino a incrociarli definitivamente prima che i quadri fossero venduti a compratori ignari. Le opere, in tutto 21, si trovavano a casa di alcuni privati. Non sempre però gli appuntamenti erano lì, anzi. In alcuni casi lo scambio è avvenuto anche al casello dell'autostrada di Verona Sud. I sequestri hanno riguardato però in particolare Vicenza, dove sono stati ritrovati 11 quadri (i 5 Pardi, il Picasso, i due De Chirico, Vedova, Boetti e Sironi), quella di Padova (dove sono stati ritrovati i 4 Biasi che facevano riferimento però ad una casa d'asta austriaca), Treviso (anche lì 4 tra Aubertine e Corpora) e Venezia (dove è stato trovato un Guttuso). Un ulteriore sequestro è avvenuto a Udine, per un Mastroianni. Il valore sul mercato dei quadri avrebbe raggiunto i 200mila euro nel caso dei De Chirico, fermandosi invece a 30mila e 50mila nel caso dei Guttuso e del Vedova. «Il mercato dei falsi dell'arte contemporanea è molto attivo spiega il maggiore Christian Costantini del Nucleo tutela patrimonio abbiamo stilato un decalogo per i compratori, per aiutarli a non cadere nei tranelli. E' chiaro però che rivolgersi a un privato rende molto più pericolose le operazioni. Affidarsi ad una galleria d'arte, che spesso ha comprato il quadro e quindi ha già fatto le verifiche necessarie, rende tutto molto più sicuro». Dieci persone tra i 70 e i 40 anni sono state denunciate per ricettazione e contraffazione (5 di loro in casa avevano reperti archeologici rubati, anch'essi immessi sul mercato nero), ma le indagini del Nucleo tutela del patrimonio culturale di Venezia continuano. Nel mirino dell'Arma ci sono ora gli altri falsari che accanto a padre e figlio di Vicenza hanno riprodotto i tratti dei grandi pittori del '900. Probabilmente non sono molti, ma potrebbero essere in grado di chiarire le dinamiche a monte dell'organizzazione. «Siamo certi che in particolare una provincia del Veneto sia coinvolta nell'organizzazione di tutte le operazioni spiega Costantini le nostre indagini ora sono rivolte a quello». Il mondo della compravendita dell'arte, se guardato con questa lente non lascia scampo però nemmeno dalla parte dei compratori. Qualcuno cade ingenuamente nel tranello pensando di fare «l'affare», molti altri invece contattano i privati (e non le gallerie) per impiegare nell'acquisto anche denaro non tracciato, fondi neri, in questo modo facilmente reimpiegati. «Il Nordest è una zona particolarmente ricca e quindi fiorente da questo punto di vista dice il colonnello Giovanni Occhioni, comandante del Reparto operativo queste attività sono favorite anche perché l'acquisto di opere d'arte è totalmente defiscalizzato». «Da Venezia, capitale mondiale dell'arte commenta il presidente della Regione, Luca Zaia è partito un segnale di grande significato universale». E i complimenti sono arrivati pure dal sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro: «Con il vostro lavoro avete stroncato il malaffare, ripristinando la legalità come ci viene richiesto dai cittadini».