Di media le proroghe vanno dai 4 ai sei mesi con introiti, per chi vende la pubblicità, anche di 8 milioni di euro Napoli. Monumentando accumula ritardi e incassi stellari. Nessuna delle opere avviate nell'ambito del progetto che prevede il recupero di monumenti a carico di privati è stata ultimata in tempo. L'iniziativa prevede che, durante i lavori, le opere siano ingabbiate da pubblicità. E facendo due conti si nota che, mese dopo mese, gli introiti per la pubblicità diventano davvero stellari. L'ingresso monumentale al Parco Virgiliano è cantierizzato dall'agosto 2015. I lavori dovevano durare quattro mesi, più due di progettazione. Siamo quattordici mesi oltre il limite, per un incasso extra di pubblicità di circa 8 milioni, considerando che il costo di una pubblicità sulla facciata del Virgiliano costa 250mila euro al mese. Il costo degli interventi? 145mila euro. Anche il Ponte di Chiaia è stato cantierizzato nell'agosto 2015: il cronoprogramma prevedeva otto mesi di lavoro e tre di progettazione. Per i circa otto mesi oltre il limite è stato incassato circa un milione in più di pubblicità. Qui il recupero ha un costo di 265mila euro. Seicentomila euro in più sono stati incassati per il monumento a Diaz costo del recupero 146mila euro tre milioni e mezzo in più per le Torri Aragonesi, il cui restauro ha un costo presunto di 605mila euro. Esempi fra tutti e un dubbio, avanzato dalla Procura di Napoli, relativamente al restauro della statua di San Gaetano e alle Torri Aragonesi: il tempo di stesura del progetto deve essere considerato utile per tenere i cartelloni pubblicitari fuori dal monumento? Il Comune tira fuori il bardo di gara che è stato aggiudicato alla Uno Outdoor di Giuliano Annigliato, unica azienda ad aver risposto all'appello di Palazzo San Giacomo, e ritiene che la pubblicità vada affissa anche durante la progettazione. La magistratura è convinta che il tempo di esposizione dei manifesti intorno a ciascuna delle opere debba essere riferito solo ai mesi effettivi di lavori, che sono almeno triplicati rispetto alle premesse iniziali. Intanto sulle scritte ancora visibili sul basamento del monumento al generale Diaz interviene l'assessore Carmine Piscopo. «L'opera non ci è stata riconsegnata spiega . I lavori proseguiranno e i graffiti non devono impensierire, perché si lavorerà per rimuoverli». L'assessore getta acqua sul fuoco del gran clamore che accompagna il progetto Monumentando, contestatissimo da associazioni e cittadini che parlano di lavori mal eseguiti, di interventi di pulizia aggressivi e di tempi dilatati per la chiusura dei cantieri. «La premessa è che ben vengano le sponsorizzazioni che aiutano a recuperare opere sulle quali il C0mune non avrebbe possibilità di intervenire. Le pubblicità intorno ai cantieri racconta sono in linea con le regole e il Comune incassa i tributi sulle affissioni. Dunque non è vero che l'Amministrazione non ci guadagna niente e che il solo vantaggio economico è per i privati. In quanto ai lavori che si prolungano, è chiaro che si tratta di interventi complessi che possono subire ritardi proprio a causa della cautela con cui si procede. Comprendiamo e apprezziamo l'attenzione delle associazioni, ma tutto quello che stiamo facendo è seguito dalla Soprintendenza e abbiamo già sei monumenti consegnati e quattro in arrivo».