La nuova applicazione multimediale dedicata all'antica via Gallica, nell'intento di valorizzare un itinerario storico che, passando per Bergamo, collegava il lago di Como al lago di Garda, dimostra le opportunità che le nuove tecnologie rendono disponibili al mondo della cultura. Oggi molta acqua è stata gettata sugli entusiasmi della prima ora e anche gli studi degli ultimi dieci anni ci hanno mostrato come l'informatica non sia il toccasana un tempo vagheggiato con il sogno di un computer su ogni banco di scuola. Eppure resta indubbio che il mondo digitale ha ancora in serbo molte sorprese soprattutto sul piano della condivisione della cultura. È infatti il diverso design del sapere che le tecnologie del mondo Ict comportano a favorire una nuova comprensione trasversale dei fenomeni culturali e storici, promuovendo una più ampia considerazione sociale delle scienze umane. Lo dimostra il caso delle Digital Humanities, che, soprattutto negli Usa, hanno promosso un animato dibattito. Perché l'Umanistica è un nuovo modello collaborativo di fare cultura, che mette a frutto le risorse tecnologiche e i Big Data in una prospettiva democratizzante, destinata a minare le tradizionali recinzioni disciplinari. Un'app come quella della via Gallica aiuta a trasformare una curiosità erudita in un'esperienza sociale, creando il raccordo tra storia e fruizione, specialisti e pubblico. C'è da augurarsi che i social network possano fare da volano a un'iniziativa come questa, che coinvolge temi cruciali come identità, patrimonio culturale, paesaggio, turismo sostenibile.