NAPOLI. Mercoledì prossimo in occasione della festa della donna, tornerà a casa negli Scavi di Pompei la Venere in bikini. Un ritorno fugace, nella grande domus della Regio I dove la statuetta marmorea fu ritrovata, che durerà però solo per un giorno proprio per sottolineare il senso della ricorrenza dell'8 marzo. Il giorno successivo l'importante reperto marmoreo tornerà infatti nel Gabinetto Segreto del Museo archeologico di Napoli, dove è regolarmente esposta al pubblico. Successivamente anche la domus, così come altri edifici della Regio I, sarà sottoposta a lavori di consolidamento e messa in sicurezza nell'ambito del Grande Progetto. La Venere in bikini è, non a torto, ritenuta un'opera di squisita fattura. Realizzata in marmo, su modello ellenistico, la statua, alta 62,8 centimetri, raffigura la dea dell'Amore, e divinità protettrice dell'antica Pompei, è raffigurata nell'atto di slacciare il sandalo del piede sinistro, mentre si appoggia a una statuetta di Priapo; seduto ai suoi piedi il piccolo Eros. Gioielli e indumenti sono dipinti in oro. Tra questi ultimi appunto una fascia che ricorda il top del moderno bikini. Si tratta di una testimonianza che precede di alcuni secoli le immagini delle fanciulle in bikini dei mosaici del sito di Piazza Armerina in Sicilia. La scorsa estate due turisti olandesi furono bloccati e denunciati dai carabinieri per aver tentato di rubare una pietra affrescata asportata proprio dal pavimento della domus. L'8 marzo, come già avvenuto in passato, l'ingresso agli scavi per le donne sarà gratuito. Due giorni prima, il 6 marzo, l'auditorium degli Scavi ospiterà a partire dalle 10 un seminario di studi di particolare importanza sia perché riguarda un tema di straordinaria attualità, vale a dire «il codice dei contratti pubblici nella recente normativa», sia per la presenza del presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone. All'interno del sito archeologico vesuviano sono in corso lavori imponenti grazie ai fondi europei del Grande Progetto Pompei. Centocinque milioni da spendere per la messa in sicurezza e il restauro delle domus e degli altri edifici scampati all'eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo. Al seminario parteciperanno in qualità di padroni di casa il sovrintendente archeologo Massimo Osanna e il generale Luigi Curatoli direttore del Grande Progetto. Tra gli interventi programmati quelli del presidente del Consiglio di disciplina degli Ingegneri Ferdinando Luminoso, del docente di Storia nazionale dell'amministrazione Ernesto Stajano, del professore Pierpaolo Forte dell'Università del Sannio e dell'ufficiale dei carabinieri Francesco Quarta.