I finanziamenti 2005-2006 destinati alla "Città dello sport"e al tram su gomma Laurentina-Tor Pagnotta Un accordo tra Governo e Comune per vigilare sull'utilizzo dei fondi Puntano sulla periferia i fondi stanziati per Roma Capitale per il biennio 2005-2006. La delibera del Consiglio comunale assegna 60 dei 150 milioni previsti alla realizzazione della "Città dello sport" di Tor Vergata e 35 alla nuova linea tranviaria su gomma che collegherà la stazione Laurentina con Tor Pagnotta e Trigoria. Soldi anche per l'abbattimento delle barriere architettoniche, il monumento ai Caduti di Nassiriya e per una serie di interventi che vanno dalle infrastrutture viarie ai beni culturali, all'ambiente. Ma non mancano le polemiche sulla "cabina di regia" varata tra il Governo e il Campidoglio per controllare l'iter di realizzazione delle opere. «Sarà una sorta di monitoraggio come quello che avvenne per il Giubileo», sostiene Silvano Moffa, sottosegretario alle Infrastrutture con delega per Roma Capitale. «Non è un organo di controllo, la competenza legislativa in materia spetta al Consiglio comunale», replica l'assessore capitolino all'urbanistica Roberto Morassut. Una cabina di regia per Roma Capitale Moffa: «Faremo monitoraggio sulle opere». Morassut: «La competenza è del Campidoglio» La "Città dello sport" di Tor Vergata e la linea tranviaria su gomma Laurentina-Tor Pagnotta-Trigoria, ma anche il monumento ai Caduti di Nassiriya in piazza di Porta Capena e l'abbattimento delle barriere architettoniche in luoghi indicati dai Municipi. Sono tanti i progetti individuati dal Consiglio comunale, all'unanimità, per impiegare i 150 milioni di euro stanziati dal Governo per il biennio 2005-2006 come fondi per Roma Capitale (80 per quest'anno, 70 per il prossimo), a cui si aggiungono altri 28 milioni derivati da ribassi d'asta e rimodulazioni dei fondi per gli interventi decisi negli anni passati. Per vigilare sulla realizzazione delle opere nasce - con contorno di immediate polemiche - la "cabina di regia" sui lavori: sarà composta da rappresentanti di Governo e Campidoglio e farà un report semestrale sui lavori. «Abbiamo attivato una strada che porterà Comune e governo ad avviare concordemente gli interventi - spiega Silvano Moffa, sottosegretario alle Infrastrutture con delega per Roma Capitale - Sarà una sorta di monitoraggio come quello che avvenne nel Giubileo». Un monitoraggio «attento di ai tempi e alle modalità di realizzazione delle opere previste», per dirla con il ministro Pietro Lunardi. La sortita non convince completamene l'assessore capitolino all'urbanistica Roberto Morassut, che subito tiene a precisare: «La cabina di regia sarà solo un organismo di monitoraggio e non di controllo - sottolinea Morassut - nel rispetto del titolo V della Costituzione e del consiglio comunale, a cui è assegnata la competenza legislativa in materia». L'assessore - che ha presentato la delibera consiliare insieme al presidente della commissione Roma Capitale Luca Nitiffi (Margherita) e al vice presidente Sergio Marchi (An) - sottolinea le opere di maggior rilievo realizzabili grazie ai fondi governativi, tra cui «la cittadella dello sport a Tor Vergata, con una spesa di 60 milioni spalmati in due anni, obiettivo centrale in prospettiva dei prossimi mondiali di nuoto e della candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2016, e l'avvio della realizzazione del tram su gomma Laurentina-Trigoria: due progetti che puntano sulla periferia». Altri 3 milioni, ricorda Nitiffi, «saranno finalizzati all'abbattimento delle barriere architettoniche della città, su richiesta dei Municipi». In cantiere anche altri interventi, dal restauro delle Mura Aureliane, ai lavori di sistemazione all'interno di Villa Torlonia, Villa Pamphili e nelle periferie. Sul fronte delle infrastrutture, invece, di rilievo gli stanziamenti per la tangenziale dei Castelli e il nuovo nodo di scambio Colle Mattia. Tutti contenti, allora? Non proprio: il confronto tra Governo e Campidoglio resta - serrato - sull'entità dei fondi per la Città eterna. «Ben un terzo dei finanziamenti previsti dalla legge per Roma Capitale è arrivato negli ultimi 5 anni - puntualizza Moffa - E a ciò vanno aggiunti gli altri interventi del Governo per la città, grazie anche alla legge Obiettivo, che hanno portato fondi consistenti quali quelli per la Metro C, il raccordo anulare e la riqualificazione di Termini». Ma Morassut è di parere diametralmente opposto. «Il problema dei fondi per Roma Capitale resta - replica l'assessore - C'è una incontestabile diminuzione di risorse dal Governo nazionale verso la Capitale: nel 2002 i finanziamenti sono stati interrotti e, anche se quest'anno sono ripresi, abbiamo avuto solo metà delle risorse stanziate l'ultima volta nel 2002 e solo un terzo di quanto promesso da Berlusconi nel 2001». E anche con la legge Obiettivo, aggiunge l'esponente della Giunta capitolina, «il Governo non ha mostrato la dovuta attenzione verso la Capitale. Non dimentichiamo che sono stati solo impegnati fondi che erano già stati stanziati dal Governo Prodi per le metropolitane, attraverso la legge 21190».