I siti Unesco e il caso Venezia. A pochi giorni dalla scadenza teorica - fissata per fine febbraio - che l'organismo delle Nazioni Unite che si occupa della tutela dei beni culturali ha fissato per conoscere le misure concrete che la città e il governo intendono attuare per migliorare la gestione dei flussi turistici e i problemi ambientali di Venezia, l'Iuav organizza venerdì 3 marzo un convegno dedicato proprio alla gestione di alcuni i siti del patrimonio Mondiale dell'Unesco che si trovano sul territorio italiano. Tra di essi, naturalmente, Venezia - ma si parlerà ad esempio anche delle Dolomiti e dei paesaggi vitivinicoli delle Langhe, anch'essi protetti - e a dibattere della questione ci saranno alcuni protagonisti importanti della vicenda che riguarda la città e la sua laguna, dopo l'ultimatum che l'Unesco ha lanciato alla città e alla laguna nella sua sessione annuale a Istanbul. A cominciare dal vicedirettore generale dell'Unesco Francesco Bandarin, che solo pochi giorni fa ricordava che nel dossier che il sindaco Luigi Brugnaro è andato qualche settimana fa a esporre a Parigi non c'erano date precise sull'attuazione delle misure annunciate dall'Amministrazione sul controllo dei flussi. Ma ci saranno anche il presidente della commissione nazionale italiana per l'Unesco Franco Bernabè che ha esaminato con Brugnaro il dossier Venezia per incarico del Governo e il sottosegretario ai Beni Culturali Ilaria Borletti Buitoni, che ha la delega per i siti Unesco italiani. Invitato naturalmente anche il Comune di Venezia, che non ha però ancora indicato chi lo rappresenterà, se lo stesso Brugnaro o un suo assessore. Nel comunicato di presentazione del convegno, l'Iuav ricorda come a un decennio circa dalle indicazioni fornite dal ministero dei Beni culturali i piani di gestione dei sito Unesco italiani rappresentano ancora l'anello debole del sistema Unesco, anche per quanto riguarda il governo del territorio in cui sono collocati, la tutela a cui dovrebbero essere sottoposti e lo sviluppo sostenibile che dovrebbe contraddistinguerli. Il caso Venezia è in questo contesto emblematico: il piano di gestione del sito Unesco esiste ormai da qualche anno, ma è solo un corposo documento che "fotografa" lo stato di fatto della città, ma senza che le varie criticità elencate abbiano poi trovato effettiva risposta. Solo la "minaccia" dell'Unesco di inserire Venezia tra i siti patrimonio mondiale dell'umanità a rischio, è riuscita a smuovere Comune di Venezia e governo per provare almeno a porsi il problema, in attesa delle decisioni annunciate prossimamente dall'Amministrazione Brugnaro.(e.t.)