I miliardi del risanamento evaporano. La falda rimane inquinata in profondità Dal tavolo del processo di Taranto su "Ambiente svenduto" sono spariti gli 8 miliardi e 100 milioni di euro previsti per il risanamento a fondo di questa fonte, anche sotterranea, dei veleni cancerogeni dell'Ilva. Allorché la magistratura coinvolse le società della Holding, e cioè Ilva e Riva Fire, gli avvocati dei Riva chiesero il patteggiamento al fine di far uscire l'azienda per poi metterla in vendita. La Procura si oppose, lo stesso fece, per due volte, l'ufficio del riesame, rendendo possibile il sequestro dell'opificio e la quantificazione del danno ambientale in quegli 8 e più miliardi. Nel frattempo la Procura di Milano aveva intentato ai Riva un altro processo culminato nel sequestro in Svizzera di 1 miliardo e 300 milioni di euro. Tutto per bene allora? Al contrario. Il capo di imputazione nei confronti dei titolari dell'Ilva risulta infatti modificato: i "guadagni dei Riva" possono essere assimilabili ai "risparmi" di una oculata conduzione dell'azienda e non già ai mancati investimenti per i gravissimi danni ambientali inferti al territorio tarantino. Cosa che rende possibile una nuova richiesta di patteggiamento da parte degli avvocati dell'Ilva. Di fronte ad essa, stavolta, la Procura di Taranto, cambiato il suo titolare, non si opporrebbe. In tal modo però si volatilizzano, oplà, i famosi 8 miliardi e 100 milioni di euro. Rimane il miliardo e 300 milioni sequestrato in Svizzera. Ma anche in questo caso le due Procure (Milano e Taranto) hanno accettato il patteggiamento. Per cui quella stessa somma potrebbe servire per il "rilancio dell'Ilva" e non per il risanamento ambientale. Che difatti continua coi suoi "veleni". L'associazione cittadina "Taranto respira" chiede con forza: "Vale ancora il principio della irretrattabilità dell'azione penale secondo il quale, una volta esercitata l'azione penale, spetta ai giudici e non al pubblico ministero, ritenere eventualmente, all'esito del processo, che il reato sia meno grave di quello indicato nell'imputazione originaria?" Fra l'altro l'utilizzazione di quel miliardo e 300 milioni per il "rilancio industriale" si può configurare - denunciano le associazioni tarantine - quale violazione delle norme UE in materia di "aiuti di Stato" a privati. Denuncia "sofferta", dicono, e però necessaria visto il picco delle affezioni tumorali. Il 31 ottobre scorso, l'associazione PeaceLink, in un esposto alla Procura di Taranto, basato su dati ufficiali, ha denunciato che suolo e sottosuolo, falda idrica superficiale e falda profonda continuano ad essere inquinate. In un documentario ha mostrato la fuoriuscita di un materiale nerastro simile a catrame nella zona nord dello stabilimento, in area detta Mater Gratiae dove ci sono, nientemeno, colture agricole. A che punto sono le bonifiche dei terreni e della falda idrica? Non si sa. Si sa che il 16 marzo 2016 la conferenza dei servizi ha accertato che la contaminazione dei terreni da sostanze cancerogene e genotossiche presenta livelli di concentrazione al di là dei parametri di legge. Fra l'altro si è scoperto che una importante prescrizione, la numero 27, della Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), dettata dall'apposita commissione ministeriale, è rimasta inattuata: l'Ilva avrebbe dovuto presentare "un cronoprogramma dettagliato che illustri le misure già in corso, nonché le misure programmate che l'Azienda intende adottare al fie di evitare (...) l'insorgere di qualsiasi rischio di inquinamento". Va detto che l'AIA è l'autorizzazione di cui necessitano le aziende inquinatrici per uniformarsi ai principi di integrated pollution prevention and control (IPPC) dettati dall'Unione europea a partire dal 1996. Ma intanto, di rinvio in rinvio, il processo Ilva si trascina, anche la falda profonda risulta contaminata, i miliardi evaporano. Una beffa atroce, una Ilarotragedia, commentano amaramente i più colti, non a caso ideata dal tarantino Rintone nel II-III secolo a.C, una versione burlesca delle tragedie greche.
Il Fatto Quotidiano
25 Febbraio 2017
ILVA di Taranto. Procura "apre" al patteggiamento?
VI
Vittorio Emiliani
Il Fatto Quotidiano
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
l'Unità · 13 Dic 2002
Cara Legambiente così non va
l'Unità · 17 Dic 2002
Vogliono uccidere il Bel Paese
l'Unità · 14 Gen 2003
S.O.S. per i centri storici sotto assedio
l'Unità · 16 Apr 2003
16 04 2003 - Salviamo Nabuccodonosor
l'Unità · 3 Ago 2003
E' la pioggia che va
l'Unità · 13 Ago 2003
Decretifico Montecitorio
il Sole 24 Ore · 19 Set 2003
Il ministro Urbani e i beni alienabili
l'Unità · 30 Set 2003
Un Malpaese fondato sul condono
l'Unità · 20 Ott 2003
AAA Beni Culturali svendonsi
l'Unità · 22 Ott 2003
Chi tace non sempre acconsente
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
per-la-bellezza.comunita.unita.it · 27 Giu 2015
Bene Marino, Roma salga sui tram
Il Giornale dell'Arte · 27 Feb 2015
MILANO-Addio ad Antonietta Gallone, la scienziata che cercava il volto nascosto delle opere d'arte
Italia Oggi · 26 Feb 2015
Dalla Sicilia 546 aziende e gli Acroliti di Morgantina
Fonte non specificata · 28 Feb 2015
NOMINE DEFINITIVE DIRIGENTI MIBACT
la Repubblica · 28 Feb 2015
PUGLIA - Case, alberghi, call center così l'arte contemporanea abbandona gallerie e musei
Il Fatto Quotidiano · 2 Mar 2015
Moli e centinaia di box. Monte di Portofino: l'attacco del cemento
La Sicilia · 27 Feb 2015
SICILIA - Borgata, il Caravaggio non basta Sì a mini-musei a costo zero
la Repubblica · 2 Mar 2015
DATE UN PAESAGGIO ALL'EXPO DI MILANO
Il Fatto Quotidiano · 4 Mar 2015
La nuova Soprintendente di Roma
la Repubblica · 5 Mar 2015
MILANO - Ranaldi alla guida della maxi-Soprintendenza
la Repubblica · 5 Mar 2015
PRATO - Il Metastasio diventa teatro di rilevante interesse culturale
Gazzetta di Mantova · 1 Mar 2015
MANTOVA - Paolozzi e Ferrari lasciano, duro colpo per la cultura
Corriere della Sera · 4 Mar 2015
Per avere venti pagine uno studente che va all'Archivio di Stato di Venezia deve pagare 300 euro
VareseNews · 6 Mar 2015
MILANO-La Galleria di Milano ritrova luce con gli artigiani del restauro di Gallarate
la Repubblica · 6 Mar 2015
I musei ecclesiastici diventano glamour
la Repubblica · 8 Mar 2015
MILANO - L'Expo si apre al sociale in arrivo biglietti scontati Prenotati 400mila studenti
la Repubblica · 8 Mar 2015
"La mia vita spericolata fra tre musei e la California"
La Nuova Venezia · 6 Mar 2015
VENEZIA - Torre "pericolante", ma parcheggiare si può
la Repubblica · 11 Mar 2015
"Subito Escher, poi le grandi civiltà abbiamo un mondo da mostrarvi"
la Repubblica · 9 Mar 2015
Dagli Uffizi al Prado opere d'arte da toccare