In Valle di Intelvi il piccolo Comune di Laino è quello che, in Lombardia, investe di più in cultura: 1.416 euro all'anno per ciascuno dei suoi 500 abitanti. Milano, per esempio, si ferma a 69 euro. Alla scuola elementare del paese i bambini iscritti sono 17, altrettanti frequentano l'asilo. Le case vuote, abbandonate o utilizzate solo d'estate, sono quasi quante quelle abitate dai circa 500 residenti di Laino, «piccolo centro turistico e agricolo, situato su un vasto altipiano», per usare la descrizione del sito ufficiale del paese della Valle Intelvi. Per ciascuno dei suoi abitanti, il Comune ha investito in un anno 1.416 euro per la cultura, la spesa più alta di tutta la Lombardia e la terza in assoluto in Italia. I dati, pubblicati da Openpolis, sono riferiti ai bilanci comunali del 2014. Il primo pensiero, davanti ad una cifra tanto elevata, è che ci sia un errore. «Nessuno sbaglio, i numeri sono corretti», chiarisce subito il sindaco Cipriano Soldati che, in tandem con il vice Walter De Maria, guida di fatto il paese dal 1990. Per evitare di superare il numero massimo di mandati consecutivi sulla poltrona di sindaco, all'occorrenza si danno il cambio. Esponenti di una lista civica che raccoglie abitualmente circa il 90 dei consensi, rimarranno in carica (almeno) fino al 2019. La classifica Laino sale sul podio lombardo dei virtuosi della cultura con Valtorta (Bergamo) e Tronzano Lago Maggiore (Varese), ma vince per distacco, perché la spesa dei diretti inseguitori si ferma rispettivamente a 433 e 320 euro pro capite. L'investimento medio per abitante nelle maggiori città italiane, per dare un'idea, si attesta attorno a 60 euro. Milano, quarantesimo posto regionale, si ferma a 69 euro. Restando in Valle Intelvi invece, i vicini di San Fedele nel 2014 hanno investito per la cultura 2,74 euro per ciascun residente. Gli eventi Laino viaggia in controtendenza. In un paese in cui è rimasto un solo nego zio di alimentari, ci sono ben sette associazioni dai cacciatori alla banda passando per la squadra di calcio e i combattenti e reduci , un campo sportivo, la biblioteca, una sala polivalente per feste, pranzi e cene, assemblee e proiezioni di film. «Da anni facciamo il possibile per vivacizzare il paese, per organizzare iniziative ed eventi per i cittadini, soprattutto dando spazio alle associazioni», dicono Soldati e De Maria. Il museo Feste ed eventi non bastano a giustificare investimenti tanto importanti per la cultura. «In effetti accanto all'ordinario abbiamo portato avanti progetti importanti spiega il sindaco . Uno su tutti, l'acquisto e il recupero di Palazzo Scotti, uno tra i monumenti architettonici più importanti della Valle Intelvi. Parliamo di un progetto da oltre 3 milioni di euro e il Comune ha stanziato quasi 800 mila euro. Finiremo per l'estate. Faremo un museo virtuale e sarà la sede del Centro studi magistri cumacini. Pensiamo di portare in paese storici, artisti, studiosi e turisti. Abbiamo un accordo con la Curia e diventerà anche la sede degli archivi parrocchiali». L'elenco degli investimenti è lungo. C'è l'acquisto di Villa Carla, diventata la sede dell'Appacuvi, l'Associazione per la protezione del patrimonio artistico e culturale della Valle Intelvi. Poi, c'è il caso singolare dell'oratorio. «Era chiuso, da tempo non c'è più un prete fisso in paese e di fatto non funzionava più dice Soldati . Lo abbiamo comprato dalla Curia, abbiamo lasciato l'insegna storica e lo abbiamo trasformato in una sala polifunzionale che abbiamo messo a disposizione delle associazioni. Hanno gratuitamente gli spazi e pensano ad organizzare feste ed eventi culturali». I fondi Ma i tagli? Le casse degli enti locali vuote? «Si fanno delle scelte dice il sindaco . Per esempio, abbiamo venduto alcuni terreni comunali per incamerare fondi. Prima mi sono consultato con i cittadini, come facciamo sempre. È accaduto anche per Palazzo Scotti. Per i residenti c'erano interventi più urgenti, come la sala polifunzionale, e abbiamo fatto quello prima di destinare i soldi a questo grosso investimento, poi condivisi quasi da tutti». Fieri del primato I residenti di Laino si stupiscono del primato, ma sembrano soddisfatti. Il sindaco conosce tutti per nome. E scambia due parole con chiunque incontri per strada. Pochi tra i cittadini hanno un lavoro in paese e tra i giovani c'è chi preferisce trasferirsi altrove, ma non è certo un esodo di massa e il numero di abitanti non è crollato. La scuola elementare funziona nonostante il numero ridotto di iscritti e per l'anno prossimo la prospettiva è di una crescita significativa degli alunni. Pamela Moranda ha lasciato la Valle Intelvi e vive a Milano. «Ben venga che provino a fare qualcosa e investire sulla cultura dice . Dovrebbero pensare di più anche ai giovani però, puntare anche sul divertimento». Giuseppe Capriati ha fatto il percorso inverso. «Vengo da Bari dice . Lavoro in posta, per avere il posto fisso mi sono trasferito qui, è una zona tranquilla, si sta bene». Gli investimenti per la cultura sembrano non scontentare nessuno. «L'importante è che non aumentino le tasse a noi scherza Gino Prioni . Non ci manca niente e le cose funzionano, va bene anche pensare ad altre spese». Emilia Colombini ha otto figli: «Due si sono trasferiti dice , ma gli altri sono rimasti. Vanno a lavorare fuori, poi tornano a casa. Qui non manca niente». A proposito di eventi, è tempo di sgomberare la piazza. C'è il Carnevale e il sindaco ha disposto la chiusura del centro. Per la serie, pensare in grande.