A Torino però è successo nei mesi scorsi un fatto clamoroso che riguarda l'assetto della cultura e dei musei per la parte comunale decisamente fondamentale nel capoluogo piemontese e in genere al Centro-Nord. La nuova sindaca Chiara Appendino ha infatti rimosso, di fatto, dalla carica di presidente della Fondazione Torino Musei un personaggio di punta della Confindustria in campo culturale, la manager nuorese, di formazione toscana, Patrizia Asproni, presidente di Confcultura e teorizzatrice di un passaggio in blocco dei beni culturali, e quindi dei musei, al Ministero dell'Economia e dello Sviluppo e dell'ingresso in massa dei privati nelle gestioni museali. Patrizia Asproni si era segnalata fra l'altro per aver deciso la mattina del 24 marzo 2015 di chiudere la Biblioteca di Storia dell'Arte per buona parte della settimana. Rimaneva aperta agli studiosi soltanto il venerdì e il sabato mattina. Era l'ultimo atto di una politica di disfacimento del patrimonio librario che negli ultimi anni non ha più visto acquisizioni (se non per doni e scambi) nè il rinnovo degli abbonamenti alla quasi totalità delle 244 testate di riviste che venivano a arricchire e ad incrementare gli studi. Questo nella città di mecenati come Riccardo Gualino e di studiosi come Pietro Toesca, l'Università nella quale studiò e si laureò il grande Roberto Longhi. Alle richieste di riapertura, con appelli pubblici sottoscritti da docenti, storici dell'arte, studenti, rappresentanti del mondo culturale non solo torinese, Patrizia Asproni non ha mai risposto nè ha voluto incontrare i sottoscrittori degli appelli. Oltre ad una serie di mostre blockbuster e alla chiusura della biblioteca di storia dell'arte (mandando i bibliotecari a fare i custodi), fra le "meraviglie torinesi" dell'Asproni va ricordato il rifiuto sostanziale del lascito di un grande storico dell'arte, Enrico Castelnuovo, docente alla Normale, a Losanna e a Torino, il quale donava la sua preziosa biblioteca. La motivazione, anche se non esplicitata, è stata: non abbiamo spazio. Una logica da supermarket: Asproni, un nome, una garanzia. Ricordatelo perché lo risentirete. Fra i numerosi incarichi, presiede dal 2016 il Museo Marino Marini di Firenze.