Una raccolta di firme contro il trasferimento di reperti in Sicilia. La replica della Fondazione "Sono solo 300 pezzi chiusi nei nostri magazzini" on scippateci il Museo Egizio». Leggendo i tam tam sui social, i volantini che passano di mano in mano e le petizioni online su change. org, sembra che il museo corra il rischio di essere trasferito da Torino a Catania: «Non portateci via Tutankhamon », è lo slogan. Così la Fondazione del Museo Egizio cerca di arginare le "bufale", ricordando che il trasloco riguarderà poche centinaia di pezzi ora custoditi nei magazzini. Nella petizione è scritto di una «sezione distaccata che durerà trent'anni, in pratica una cosa definitiva, e di un numero ingente di reperti (potrebbero essere addirittura 17 mila) trasferiti in Sicilia». Anche se le firme sono poco più di 70 sulla petizione promossa dal "Comitato Museo Egizio Patrimonio Inalienabile", nato sulla scia della presa di posizione di "Gioventura Piemontèisa" e di alcuni esponenti della Lega Nord, la Fondazione che gestisce il Museo Egizio, guidata da Evelina Christillin, ha voluto subito precisare: «Se e quando verrà formalizzato l'accordo con Catania, la selezione dei reperti egizi di età ellenistica destinati alla città etnea non sarebbe superiore ai 300 pezzi, selezionati fra i materiali custoditi nei depositi e non destinati, né ora né in futuro, all'esposizione permanente del Museo Egizio». La proposta della città siciliana «è stata sin dall'inizio condivisa con il Ministero dei Beni Culturali, con la Soprintendenza archeologica Belle arti e paesaggio di Torino e il cda della Fondazione», precisa la Fondazione, sottolineando che «nessun accordo è stato ancora firmato e sono ancora in corso le opportune valutazioni di fattibilità del progetto». L'area espositiva a Catania è ispirata al modello del "secondo Louvre" di Lens. Ed è sulla base di questa esperienza che il sindaco di Catania, Enzo Bianco, ha costruito con il ministero e con la Fondazione l'iniziativa, mettendo a disposizione l'ex Convento dei Crociferi e ottenendo dal governo 2,6 milioni di euro. «I pezzi saranno messi in dialogo con alcune collezioni ellenistiche presenti in Sicilia», aveva sottolineato Christillin durante la visita di Bianco il 31 gennaio, in cui si è deciso che la mostra su Schiaparelli, che verrà inaugurata a Torino in marzo, a settembre si trasferirà a Catania. E farà da apripista alla collezione permanente.