ROMA Se c'è un tema turistico che in Toscana è "madrelingua", è quello del valore dei borghi. Fare vacanza in Toscana significa scegliere il mare, la montagna o le città d'arte ma... in mezzo a queste cose c'è sempre un paese bellissimo da visitare. Ecco perché quando è scattata la campagna nazionale dei ministero dei Beni culturali e del Turismo, l'Anno dei Borghi, la sensazione in Toscana è quella di un vecchio amico ritrovato. Il coinvolgimento di circa mille borghi italiani, la sinergia tra diciotto regioni, un unico portale interattivo come "piazza" di condivisione, un grande evento di presentazione per incentivare il mercato turistico nazionale e internazionale, e poi 200 illustri personaggi selezionati come testimoni e vanto della nostra cultura e perfino il "Passaborgo", un passaporto digitale che i turisti possono completare collezionando diverse località e beneficiando di convenzioni con operatori e associazioni: è il cuore di "Borghi - Viaggio Italiano", il progetto strategico destinato alla valorizzazione delle piccole realtà territoriali italiane presentato oggi a Roma per inaugurare operativamente il 2017 come Anno dei Borghi, come previsto dalla direttiva firmata nel dicembre scorso dal ministro dei Beni e Attività Culturali Dario Franceschini. Coordinato dal Mibact e con capofila la regione Emilia Romagna, il progetto costruisce insieme alle associazioni una rete identitaria dei borghi, specchio dell'unicità italiana, oltre a delineare un atlante di quelli a rilevanza turistica, ponendosi in linea con il modello operativo del piano nazionale per il turismo (in passaggio al Consiglio dei Ministri per l'approvazione definitiva) che prevede la collaborazione tra enti locali, operatori del settore e governo. Scrigni preziosi di storia, saperi e tradizioni, i borghi e le loro comunità vogliono anche guardare al futuro, rivendicando il proprio ruolo di centri vivi di innovazione e rigenerazione sociale, in cui si possa tornare a incarnare, non senza fatica, quell'autentico modo di vivere italiano che ci ha resi famosi nel mondo. Per questo la valorizzazione e la riqualificazione dovranno passare necessariamente dal proporre questi paesini non come belle scenografie, ma come luoghi che necessitano di essere ripopolati per far sì che siano gli stessi abitanti emblemi della ricchezza artistica, culturale, artigianale, enogastronomica, imprenditoriale del territorio. Da qui passa anche il tema della sicurezza dei centri storici, soprattutto dopo il sisma che ha fatto tremare il centro Italia. Anche per questo il progetto non dimentica i "borghi del cuore", quelli cioè colpiti dal terremoto tra Lazio, Abruzzo, Umbria e Marche, per i quali si prevedono azioni che stimolino un turismo diverso (geologico, didattico ambientale e culturale) anche mediante l'individuazione di soggetti costituiti da giovani (start up, cooperative, associazioni) per rilanciare l'economia locale. I comuni danneggiati riceveranno poi circa 4 milioni di fondi pubblici per spettacoli dal vivo e attività culturali. Ma in questo 2017 dedicato ai borghi fare rete significherà anche unirsi ai grandi poli di attrazione (le città d'arte come Roma, Milano, Firenze e Venezia) usandoli come porte di accesso per sviluppare nuovi itinerari. «Abbiamo urgenza di moltiplicare i luoghi di attrazione per lo sviluppo di un turismo colto e intelligente, e i borghi devono diventare una sfida nazionale». Essi, spiega il ministro Franceschini, «rappresentano un'opportunità di crescita ma anche la risposta a un'esigenza; perché le città d'arte non hanno più capacità di accoglienza turistica». «Questi paesi sono luoghi di sapere e bellezza che si spopolano perché non c'è lavoro. Ma l'occupazione può derivare anche da una vocazione turistica intelligente,com'è è stato per l'anno dei cammini».
Il Tirreno
17 Febbraio 2017
Mille borghi per svelare il segreto italiano
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