NAPOLI. «Tutti quegli spazi occupati fanno parte dei musei e devono essere recuperati, devono tornare ai cittadini napoletani. Quando ho letto dell'inchiesta condotta dal vostro giornale sono stata contenta, è uno stimolo perché siamo sulla stessa direzione e vogliamo le stesse cose». È Anna Imponente, la nuova direttrice del Polo Museale della Campania, che ha deciso di intervenire dopo che il Corriere del Mezzogiorno ha svelato che ci sono almeno 18 abitazioni di prestigio fittate tra Palazzo Reale, Villa Pignatelli alla Riviera di Chiaia e il parco vomerese della Floridiana a cifre irrisorie, con canoni anche di 100 euro al mese. La Corte dei Conti della Campania ha aperto un'inchiesta e delegato il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Napoli ad acquisire tutti i documenti per comprendere quali siano i termini contrattuali e le modalità di concessione, perché ogni anno la Sovrintendenza ai beni artistici e culturali perde almeno 250mila euro. Da agosto Anna Imponente dirige 28 musei della Campania, dall'Irpinia al Cilento, dal Sannio a Caserta e Napoli. In precedenza si è occupata della messa in sicurezza delle opere de L'Aquila dopo il terremoto, ed è stata Sovrintendente in Abruzzo e nel Lazio, «ma sono del Regno di Napoli, pugliese di nascita». Cosa ha pensato quando ha letto che ci sono immobili di prestigio occupati nei musei che lei dirige? «Sapevo che c'erano queste situazioni, ci sono anche in altre regioni, addirittura in Vaticano, ma non possono essere permesse. Allora mi sono personalmente messa in contatto con l'Avvocatura dello Stato per avere un appoggio legale per tutte le azioni che sono da intraprendere per risanare, riportare e recuperare questi spazi all'uso anche museale e quindi di tutti i cittadini napoletani». Quante abitazioni sono occupate a canoni così irrisori? «Sono le abitazioni di cui avete parlato voi nell'articolo (18, ndr ) oltre a quelle già note per le quali si è già proceduto da qualche tempo». Quali azioni sono necessarie affinché tutto possa tornare alla normalità? «Innanzitutto ho deciso di siglare un accordo con l'agenzia del Demanio per la rivalutazione degli arretrati che gli occupanti dovranno versare allo Stato da subito». Ci sta dicendo che chi occupa quegli appartamenti pagherà secondo i prezzi di mercato? «Quanto pagheranno lo stabilirà il Demanio grazie al calcolo preciso delle particelle che vengono occupate. I canoni devono essere rivalutati ai prezzi giusti, e anche io sono in attesa di queste percentuali». Ma lei dove vive? «Posso dire che io personalmente, proprio in attesa della definizione della congruità dei canoni, ho rinunciato ad un antico privilegio, quello di avere un alloggio demaniale del Polo Museale per uso personale. Non ho la residenza a Napoli e quando sono qui per lavoro non usufruisco degli alloggi o di sedi, in attesa della rivalutazione dei canoni». Quanto tempo occorre affinché la situazione possa risolversi? «Vogliamo presto recuperare questi spazi e ridarli ai cittadini: sono spazi museali. È un mal comune che riguarda molti beni pubblici ma vogliamo navigare sulla giusta rotta».