Il blitz contro le palme a mezzanotte, i buchi nella sicurezza del luogo più presidiato di Milano e il precedente del paracadutista che quattro anni fa si è lanciato dalle guglie Nel video delle telecamere di sorveglianza di piazza Duomo le sagome di due mezzi che somigliano a quelli della polizia compaiono solo per un'istante. Sul margine sinistro, guardando verso il Duomo, dal lato della Galleria. Dalla qualità delle immagini non è chiaro se si tratti davvero delle auto della polizia, ma è lì che di solito stazionano i mezzi che sorvegliano l'area intorno alla Cattedrale. L'unica certezza è che sabato sera e domenica notte non sono arrivate chiamate ai centralini delle forze dell'ordine, né tantomeno ai vigili del fuoco, per segnalare l'incendio della palma di piazza Duomo. Eppure, sempre nei video delle telecamere diffusi ieri dal Comune (dove si vede un gruppetto di ragazzi allontanarsi dalle aiuole) si notano anche molte altre persone: passanti, turisti, e un operatore Amsa su un camion per la raccolta dei rifiuti. Del resto l'incendio s'è sviluppato pochi minuti dopo la mezzanotte (il filmato è delle 00.04) quando la vita intorno al Duomo era ancora attiva. Nessuno però chiama il 112. Eppure di fronte alle fiamme, più che a una lite o a un'aggressione, di solito sono molte le persone che chiamano ai numeri di emergenza. Quello che però colpisce è che nel luogo più presidiato di Milano sia stato possibile che qualcuno vandalismo, bravata o gesto politico che sia abbia dato fuoco a un albero senza che nessuno desse neppure l'allarme. Neanche le forze dell'ordine, che certamente in zona di solito non mancano. Una piccola falla nella sicurezza che ricorda quella dell'estate di quattro anni fa quando Maurizio Di Palma, appassionato di imprese estreme, si lanciò con un paracadute dalle guglie del Duomo. Ma era un giovedì mattina, alle 6.48 e il tutto non durò che una manciata di secondi. Stavolta si è trattato di un sabato sera, e anche se l'incubo Isis è sparito dai media da qualche settimana, il rischio di attentati è sempre altissimo. Basta guardare alle barriere di cemento armato messe all'ingresso della piazza dopo l'attentato di Berlino, per ricordare come i piani di polizia e carabinieri non sono cambiati. Ma cosa prevede il «dispositivo di sicurezza» messo a punto per piazza Duomo? Intanto occorre fare una distinzione: in caso di manifestazioni, eventi religiosi o di qualsiasi altro appuntamento particolare, Questura e Prefettura mettono a punto un piano particolare, studiato in maniera specifica per l'occasione. E, come già accaduto, il piano può prevedere anche la chiusura delle stazioni della metropolitana o, come accaduto a Capodanno, varie zone di «filtraggio» degli spettatori. Nel caso di sabato sera parliamo di un episodio avvenuto in una situazione «ordinaria». Il piano di vigilanza è strutturato su vari livelli ed è piuttosto flessibile. Il primo prevede l'impiego (giorno e notte in base alle disposizioni) di pattuglie a piedi. Di solito si tratta di agenti del commissariato Centro di piazza San Sepolcro, della compagnia Duomo dei Carabinieri, del Reparto Mobile della polizia o del Battaglione dei carabinieri. Questi ultimi compongono anche il cosiddetto «nucleo riserva», ossia i blindati che di solito stazionano ai lati della piazza (lato Galleria o Arengario). Si tratta di equipaggi pronti per essere impiegati in tutta la città in caso di eventi di ordine pubblico o di emergenze particolari. Di solito si tratta di una quindicina di agenti o carabinieri che vengono impiegati anche per la sorveglianza a piedi. In più ci sono i mezzi dei militari, in questo caso pattuglie «dinamiche» a piedi o a bordo delle jeep che si muovono su tutto il perimetro. Poi ci sono le volanti della polizia e le gazzelle dei carabinieri (e anche la polizia locale) che nei loro percorsi stabilmente si muovono intorno al Duomo. Ed esistono pattuglie che hanno il compito speciale di sorvegliare i luoghi sensibili. Infine ci sono decine di uomini e donne in borghese (vigili compresi) impegnati in vari servizi ogni giorno: antiterrorismo, antiborseggio, antidroga, antiabusivismo.