La linea blu sfratta il Redentore. Ma due monumenti deviano il metrò L'arte messa in sicurezza lungo il cantiere L'ultimo a ricevere lo sfratto seppure temporaneo è stato il Cristo Redentore al Verziere. Prima di lui, Cesare Correnti dalla sua sede di piazza Resistenza Partigiana, mentre sono stati graziati l'Uomo della Luce a Palazzo Isimbardi e la cappellina al Lorenteggio. La linea 4 della metropolitana intercetta simboli di Milano che devono quindi farsi da parte per cedere il passo al progresso. Con il placet della Soprintendenza, dopo accurati studi e verifiche, e un invito a ripresentarsi tra quattro-cinque anni per riprendere il posto che spetta loro di diritto. La colonna del Verziere Largo Augusto. Dall'alto di una colonna di granito, il Cristo Redentore riesce a vedere le guglie del Duomo lì vicino. Da metà gennaio è iniziata l'opera per farlo traslocare: impalcature attorno al fusto alto 21 metri, cappuccio protettivo a coprire la statua rinnovata nel 1927. Verrà smontato nelle prossime settimane e messo al sicuro, per evitare che vibrazioni e mezzi pesanti rechino danno alla struttura inaugurata nel 1673. Riposerà in un deposito M4 fino al completamento dei cantieri, poi lo si rimetterà al suo posto. Tutto con l'approvazione della Soprintendenza. È una delle poche colonne stazionali rimaste a Milano. Di epoca manieristico-barocca, prende nome dall'antico mercato che veniva organizzato in largo Augusto fino al 1911. Ha rischiato di essere abbattuta nel 1784 per intralcio alla circolazione e di crollare a metà 1800. Ha riguadagnato la sua posizione nel 1860, con il nome di Colonna dell Vittoria per celebrare le Cinque giornate di Milano. Ora, il nuovo trasloco. Il busto di Correnti Foglio di via anche per Cesare Correnti, che ha già fatto fagotto dal suo «alloggio» in piazza Resistenza Partigiana un paio di settimane fa. Là dove dal 1901 sorgeva il busto dedicato al patriota e politico, ora c'è uno scavo. Anche in questo caso, ponteggi, smontaggio pezzo per pezzo, trasferimento in magazzino. Tutto semplice? Non proprio. Per organizzare il viaggio, la burocrazia è andata per le lunghe. «La pratica è stata data alla commissione di dirigenti del Mibact regionale spiega Antonella Ranaldi, soprintendente ai beni archeologici, belle arti e paesaggio . Le opere, che sono state assicurate, saranno custodite in depositi decisi da M4 e poi ricollocate a lavori ultimati nello stesso luogo di provenienza». La chiesa al Lorenteggio La cappellina ha vinto la battaglia contro la metropolitana. Non sarà lei ad andarsene, ma il cantiere a farsi più in là. Merito di una «variante non localizzativa» che la giunta aveva già deciso l'estate scorsa e che venerdì ha ricevuto l'approvazione dal Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica). D'altra parte smontare e traslocare l'oratorio di San Protaso, risalente al 1000 circa, non sarebbe stato semplice. La cappellina di proprietà del Comune è uscita indenne già da una prima ipotesi di demolizione negli anni Cinquanta. I cittadini insorsero e preservarono la chiesetta, che custodisce una delle prime rappresentazioni di santa Caterina da Siena. Attenzione che continua ancora oggi: i comitati e il Municipio 6 hanno ottenuto di spostare ulteriormente il manufatto di servizio per i cantieri, previsto a dieci metri di distanza dalla costruzione. L'Uomo della Luce Di storia alle spalle ne ha meno di tutti gli altri monumenti, tuttavia è riuscito a salvarsi dallo sfratto. «L'uomo della Luce» è stato collocato nel 2009 davanti a Palazzo Isimbardi, sede della Città metropolitana. L'opera-ricordo per le vittime del terrorismo avrebbe dovuto lasciare spazio al manufatto San Damiano in corso Monforte. Sacrificio (senza ricollocamento) richiesto anche a uno storico platano. La variante Tricolore ha salvato statua e albero, spostando il cantiere in via San Damiano angolo via Senato. Le novità del cantiere Resta da decidere il futuro del muro di epoca sforzesca ritrovato negli scavi di piazza Resistenza Partigiana. Comune e Soprintendenza sono al lavoro per capire dove traslarlo per lasciare spazio alla stazione De Amicis. Intanto il cantiere prosegue. In Tricolore i lavori entrano nella seconda fase e si attestano in corso Concordia (si manterrà una corsia per senso di marcia). Riapre l'accesso di via Cavriana da viale Forlanini, che a sua volta subirà modifiche nella viabilità. A supplire la bellezza dei monumenti sposati, infine, il bando lanciato entro marzo. Un invito ai cittadini ad abbellire le cesate attorno agli scavi.