È da poco passato mezzogiorno, in piazza Duomo e in piazza San Giovanni lo spumante corre a fiumi. È il suono della vittoria, quello dei «tappi dei migliori champagne che avevamo e con cui abbiamo brindato appena saputa la notizia», raccontano i titolari di pizzerie al taglio, bar, gelaterie, enoteche e ristoranti che da ieri, dopo la decisione del Tar, potranno tornare sulla piazza. Nel vero senso della parola. «Abbiamo già pronti gli attrezzi per rimontare subito i nostri dehors. E finalmente potremo riassumere quei dipendenti che siamo stati costretti a licenziare a causa del decremento degli introiti». Una sentenza che farà discutere e che riporta l'area attorno al Duomo a quella che era una volta: ovvero, una piazza ad uso e consumo del turismo, assediata da decine di pedane, tavolini, sedie e ombrelloni. Uno spettacolo che il Comune e la Soprintendenza avevano cercato di combattere con tutti gli strumenti amministrativi in loro possesso. Ma ora, dopo la decisione del Tar, almeno dieci «nuovi» dehors potrebbero nuovamente spuntare tra la Basilica di Santa Maria del Fiore e il Battistero di San Giovanni cambiando così il colpo d'occhio dell'intera piazza. Una prospettiva che però non sembra allarmare i gestori dei locali. Anzi: «La giustizia ha trionfato continuano euforici con questa vittoria, e con il ritorno dei nostri spazi esterni, riusciremo a sostenere gli affitti salatissimi che dobbiamo pagare qui davanti al Duomo». Soddisfazione e, in alcuni casi anche incredulità tanto che qualcuno ha perfino pensato che si trattasse di uno scherzo di carnevale. Ma dopo un veloce giro di telefonate con la cancelleria del Tribunale amministrativo e con i vari legali è apparso chiaro che la battaglia era vinta. Tutti quei ristoratori che avevano parcheggiato le strutture smontate nei magazzini della città già pensano a come e quando rimontarli, «così dicono forniremo un servizio migliore e potremo anche arginare l'assalto degli abusivi e dei nomadi che chiedono l'elemosina ai nostri clienti mentre sono al tavolino. Qui, in alcuni giorni, è un Far West la nostra è stata una battaglia di immagine e di sicurezza». Battaglia che ha avuto come capifila due risto-caffetterie della piazza, il «Duomo» e «Le Botteghe di Donatello»: «Siamo disponibili a discutere con il Comune e la Curia il loro appello Studiamo insieme una forma di copertura che non impatti con il cono visivo del Duomo e del Battistero. Siamo disponibili a trovare ogni soluzione possibile. Ma adesso sotterriamo l'ascia di guerra e andiamo avanti. Vogliamo solo fare il nostro lavoro, e nel modo migliore. L'importante è che non ci mettano continuamente i bastoni tra le ruote». Con l'operazione dehors, scattata nel 2011, il Comune attraverso un protocollo d'intesa con la soprintendenza, mappò l'area Unesco e scelse i criteri architettonici su cui vincolare le richieste e le conseguenti realizzazioni delle strutture. A distanza di poco meno di due anni ecco il verdetto dei giudici amministrativi e la «contentezza» dei gestori, alcuni dei quali, prima della vittoria al Tar, avevano anche pensato di gettare la spugna. «È assurdo che per ottenere ragione, ogni volta, bisogna fare una guerra a chi dovrebbe tutelarci e mi riferisco al Comune che da tempo ci sta rendendo la vita difficile».