Studio de La Sapienza: così nessun riordino del settore Altro che Cartellopoli. Il nuovo piano per gli impianti pubblicitari del Campidoglio rischia di aggravare l'attuale caos, senza alcun beneficio per le casse comunali. In estrema sintesi: nessun riordino, nessun rispetto dell'ambiente, del patrimonio storico o artistico della città, e per di più drastica riduzione delle entrate tributarie per Roma Capitale. È quello che sostiene una ricerca dell'università La Sapienza (dipartimento Pianificazione, design, tecnologia dell'Architettura) che ha studiato punto per punto i progetti per il nuovo «piano regolatore» dei cartelloni, così come elaborato da «Aequa Roma», che adesso deve essere approvato dalla Giunta e dall'Assemblea Capitolina. Uno studio che lancia un allarme e verrà presentato questa mattina all'Associazione Civita, nel convegno «Roma. La comunicazione esterna: quale futuro?» promosso da Clear Channel Italia e dall'Aipe, l'Associazione Imprese Pubblicità Esterna che riunisce quindici fra le maggiori aziende di affissioni di Roma. Non è tutto. L'incontro intende anche denunciare il disagio in cui operano le imprese romane della pubblicità esterna (60 aziende con oltre 1.500 addetti e un fatturato di 28 milioni di euro che genera un gettito tributario di circa 10 milioni l'anno) per il prolungato e dannoso blocco del settore causato dall'incertezza programmatica e normativa del Comune. «Siamo disponibili a esprimere le nostre proposte ad un qualsiasi tavolo tecnico di confronto con il Campidoglio dichiara il presidente dell'Aipe, Daniela Aga Rossi - affinché a Roma il futuro assetto della pubblicità con i cartelloni sia più snello, con meno impianti e di maggiore qualità. Ma soprattutto sia aperto a più operatori del settore e non ad un eventuale unico monopolista». Secondo l'Aipe, infatti, il rischio che si corre con gli attuali piani è il «monopolio», perfino straniero: «Sono infatti necessarie procedure di gara - spiega Aga Rossi - che rispettino il principio della corretta competizione tra tutti gli operatori del settore attraverso l'equivalenza dei lotti da dare in concessione, senza far pendere il nuovo assetto dell'impiantistica pubblicitaria romana a favore di un solo operatore che ne abbia la gestione, favorendo di fatto una sola azienda». Per i promotori del convegno, l'approvazione da parte dell'Amministrazione dei piani redatti da Aequa Roma causerà inoltre un inevitabile aumento del contenzioso giudiziario tra le imprese e il Comune in occasione delle future gare per l'assegnazione dei lotti degli impianti pubblicitari, dovuto anche alla presenza di numerosi errori tecnico-normativi. Questa mattina perciò verrà lanciato anche un appello al Campidoglio per affrontare un nuovo percorso condiviso e trasparente che porti alla modifica dei progetti che stanno per arrivare in Giunta. E le valutazioni della Sapienza - è stato sottolineato - «sono utili per riallacciare il dialogo su un tema così sentito ed importante».