«METTERE il pubblico al centro del museo». Questo l'obiettivo numero uno di Sylvain Bellenger per il museo di Capodimonte. A un anno e mezzo dal suo insediamento, con percentuale di visitatori aumentata del 22 per cento, il direttore prosegue nella politica di «allargare il pubblico, rivolgendoci a ogni tipo di utenza: dalle famiglie, ai curiosi, agli appassionati, fino agli esperti». Da qui la nascita dei nuovi Servizi educativi, in presentazione stamattina alle 12 nella Sala Burri. Direttore Bellenger, come saranno i Servizi educativi del museo? «Saranno il nostro biglietto da visita: uomini e donne specializzati nell'accoglienza del pubblico, pronte a guidarlo alla scoperta del museo, dei nostri progetti e della nostra straordinaria arte. Al momento sono una decina di persone, tutte giovani e tutte altamente specializzate: si tratta infatti di storici dell'arte o dell'architettura, alcuni anche con dottorato, entrati nel ministero dei Beni culturali col grado di custodi. È un bene che le istituzioni possano utilizzare al meglio le loro qualità: ora avranno mansioni più costruttive e meglio adeguate alla loro preparazione». Iniziative future? «Ci saranno visite a tema, soprattutto nelle prime domeniche del mese, che da sempre vediamo non solo come giornata d'ingresso gratuito al museo, ma come vere e proprie occasioni di incontri col pubblico. Avremo laboratori, itinerari a tema, approfondimenti su questo o quell'artista in base alla data del compleanno e altre iniziative che comprendano anche il bosco. Tutte, rigorosamente gratuite. Non solo: presenteremo eventi per la festa della donna, per il giorno della Liberazione, o per la prima Giornata nazionale del paesaggio. Proseguiremo il nostro lavoro con le scuole, le associazioni culturali e onlus. Il pubblico, qualsiasi sia la sua estrazione, deve avvicinarsi a Capodimonte, prima di amarlo. Desidero che sempre più famiglie percorrano le nostre sale, soprattutto i bambini, che magari inizieranno a guardare al museo come a un luogo sempre più familiare». Quest'anno si festeggerà il sessantennale dalla nascita del Museo di Capodimonte. «Esatto. E i festeggiamenti inizieranno già a marzo, prima della grande mostra di Picasso ad aprile. Lanceremo il progetto dell'Opera del mese, con cui sceglieremo un singolo capolavoro su cui approfondire con speciali tour. Lanceremo poi un sondaggio su Facebook per far scegliere direttamente al pubblico l'opera del mese successivo». Soddisfatto del successo enorme della mostra sui due Van Gogh? «Moltissimo. Abbiamo superato i 13mila visitatori e sono sicuro che per quest'ultima settimana di esposizione, toccheremo i 20mila. È una dimostrazione di quanto i napoletani siano orgogliosi di questo museo. E desiderosi di conoscere la storia del recupero delle due tele da parte delle forze dell'ordine. Questo exhibit è anche un simbolo politico, legale e morale della bellezza di questa città».