"Io qui la prima cosa che farei è una polizza per esempio". Beppe Grillo scherza con Virginia Raggi nella loro visita a sorpresa dall'interno del Teatro Valle, nel centro di Roma. Lei replica: "Ma non diciamolo in giro". Poi il comico genovese prosegue ironizzando sulla struttura, chiusa da anni perchè necessita una ristrutturazione dice: "Un supermercatino, magari facciamo una torre qua, invece di farle allo stadio le facciamo qua tre torri, chiamiamo Linkendin (sarebbe Liberskind, ndr), questi grandi, oppure Calatrava ci fa una vela attorcigliata, la lasciamo lìa marcire e poi la gente viene e magari paga qualcosa. Dobbiamo inventarci delle cose". Beppe Grillo, dal palco del Teatro Valle assieme alla sindaca di Roma Virginia Raggi, ironizza sulle opere incompiute dell'edilizia sportiva romana e sul progetto dello stadio dell'As Roma con annesso business park. Il blitz è trasmesso anche sul profilo Fb della sindaca di Roma Raggi. "Siamo all'interno del Teatro Valle, è un cantiere, stanno iniziando i lavori, perché questo teatro deve essere rimesso in condizioni di sicurezza" spiega Raggi. "Restituire alla collettività una cosa così (come il Teatro Valle, ndr) è una meraviglia, bisogna poi inventare...mischiare un pò, contaminare, ci vuole jazz. A Roma locali così forse mancano un pò, di quelli che trovi a Londra e Berlino con tanta gente stranissima". Così Grillo nel corso della sua visita con Virginia Raggi e Luca Bergamo al Teatro Valle. Bergamo ha ricordato l'epoca dell'occupazione del Teatro Valle parlandone come "un esperienza molto interessante con tutti i limiti delle occupazioni". Prosegue così il tour romano del leader dei Cinque Stelle, iniziato ieri mattina e culminato con l'incontro in Campidoglio con la sindaca Raggi sullo spinoso tema dello stadio a Tor di Valle. "Stiamo cercando di dire ai romani guardate che siamo con voi, siamo dei cittadini come voi. Ma voi non potete stare a guardarci, dovete tenere duro e fare qualcosa anche nel vostro piccolo. Diventate sindaci dei vostri 10 metri quadri". Ha detto stamani intercettato dai giornalisti lasciando l'hotel Forum per andare a Palazzo Madama per un incontro coi senatori. Insomma, aggiunge, "i romani devono smettere di non credere più in se stessi e nelle istituzioni". Ora, "ci siamo noi". Ieri il fondatore del movimento "Non sono venuto qui a dare direttive. La decisione sarà presa nei prossimi giorni e sarà presa dal consiglio comunale, dal sindaco e dal consiglio regionale, poi vedremmo. Non spetta a me decidere...". Ha poi spiegato rierendosi all'iter procedurale per la costruzione dello stadio della Roma". Ma la base si rassicuri - ha aggiunto - perché faremo le scelte in sintonia con il movimento". Ma in serata aggiunge: "Attivisti M5S contrari al progetto del nuovo stadio a Roma? Attivista? Non so cosa sia... Chiamiamoli cittadini. Sono a favore o a sfavore di una cosa che non conoscono... ma poi saranno soddisfatti, glielo dico io". "Lo ammetto, lo abbiamo ammesso tutti: sono stati commessi degli errori, abbiamo fatto delle valutazioni sbagliate. Ma sbagliare dà un impulso a migliorare. La sindaca si è fidata di persone sbagliate. Ma, dovete capire, la dimensione di Roma è apocalittica...". Ha aggiunto il fondatore M5S. Del resto abbiamo tutti contro: "Abbiamo 23-24 partecipate di cui 10 sono sull'orlo del fallimento. Hanno accumulato debiti perchè ogni amministrazione ha portato in avanti il proprio debito. Allora, qui basta che ti chiudono i flussi bancari, e noi abbiamo contro il governo, abbiamo contro la regioneà ti chiudono un flusso bancario e fai un crac pazzesco con il bilancio" E tornando sulla questione dello stadio sottolinea "Decide la sindaca Virginia Raggi, il Consiglio comunale e il Consiglio regionale. "Abbiamo ereditato - dice Grillo - un progetto da un milione di metri cubi, in una zona a rischio idrogeologico dove la sovrintendenza ha posto un veto: ieri abbiamo discusso di queste cose, ma la decisione sarà presa dal consiglio comunale, dalla raggi e dal consiglio regionale". A chi gli chiede un commento sulla protesta della base M5s sullo stadio della roma, Grillo risponde: "La base si rassicura perchè faremo scelte in sintonia con il movimento. E' giusta la contestazione ma ora non vi posso dire come andrà perchè non spetta a me". Quanto all'ipotesi di un referendum on line il leader m5s non si sbilancia: "vedremo, si deciderà in questi giorni, non ve lo posso dire, io non sono la persona adatta. Non sono venuto qui a dare direttive, non sono mai stato in uno stadio in vita mia". E sull'ipotesi della consultazione popolare arriva l'assist dei Verdi: "Ben venga l'ok di Beppe Grillo alla nostra proposta, lanciata nei giorni scorsi, far svolgere un rerendum cittadino sul progetto di Tor di Valle". Lo scrivono in una nota i portavoce romani dei Verdi Guglielmo Calcerano e Silvana Meli. "Affinché il tutto non si risolva in una operazione pubblicitaria, però - aggiungono - occorre fare in fretta, e consentire ai romani di pronunciarsi prima che Raggi porti in Consiglio Comunale la sua variante al Prg. Per questo noi Verdi siamo già impegnati a scrivere il quesito referendario. Intanto però occorre fare chiarezza sulla posizione della Soprintendenza: è chiaro che in presenza di un vincolo sull'ippodromo da parte del Ministero dei Beni Cuturali, tutto l'iter autorizzatorio andrebbe rivisto, con o senza referendum. Ribadiamo che costruire stadio e business park in una zona a rischio esondazione con cubature fuori Prg e pesi urbanistici che farebbero collassare la viabilità già drammatica in quel quadrante di città è una follia". Infine l'attacco ai giornalisti ."Sui giornali parlate di Grillo e di populismo. Non dite che il Movimento 5 Stelle fa decidere tutto ai cittadini. La stampa è l'unico partito vero rimasto, finanziato con i soldi pubblici. Siete l'unico partito ancora rimasto". Il leader di M5S punta il dito su quello che definisce "l'unico partito ancora rimasto, ovvero la stampa".