PIAZZA Duomo, scoppia la grana dehors. Dopo un braccio di ferro legale durato due anni, i locali che prima, nel 2011, avevano avuto l'ok a installare le loro pedane e poi, nel 2015, si sono visti negare dal Comune il permesso di tenerle in strada perchè troppo impattanti, ottengono ora la possibilità di richiedere i permessi e rimontare tutto. È l'effetto di una sentenza di merito del Tar arrivata negli uffici di Palazzo Vecchio venerdì scorso, che ha fatto sobbalzare i tecnici e che ieri ha provocato la reazione del sindaco Dario Nardella: «Rispetto il Tar, tuttavia con la nostra avvocatura valuteremo il ricorso al Consiglio di Stato per veder validare le nostre ragioni, perché siamo convinti del lavoro fatto». È un nuovo fronte che si apre in un settore e in un'area della città molto particolari, tanto da imporsi come uno dei primi motivi di preoccupazione della nuova assessora allo sviluppo economico Cecilia Del Re. Ad ottenere ragione dal tribunale amministrativo regionale è il ristorante Le Botteghe di Donatello, sul retro, angolo via dei Servi, che in questi anni non ha peraltro mai smontato la sua pedana. Ma la conseguenza a catena potrebbe riguardare anche tutti gli altri locali della piazza che non hanno potuto rimettere le pedane e si sono dovuti accontentare di sedie e tavoli direttamente sul selciato. La vicenda in effetti è intricata. Tutto è cominciato nel 2015, quando il ristorante Le Botteghe di Donatello si è visto negare la chance di rimettere in strada la pedana per cui aveva sostenuto spese per decine di migliaia di euro solo qualche anno prima. Sulla base di una mutata sensibilità rispetto al 2011 il Comune nel 2015 ha in effetti cambiato idea. Non una giravolta in autonomia: Palazzo Vecchio nel 2011 ha autorizzato le pedane sulla base di un concorso e di una nuova disciplina che fu Nardella da assessore della giunta Renzi a curare. Nel 2014 ha stretto un accordo con la Soprintendenza per la tutela di zone particolari come piazza Duomo e non solo, ha pure maturato la convinzione della saturazione di pedane nell'area centrale della città. Per questo nel 2015 le 14 pedane comparse dal 2011 in poi sono state cacciate dal Duomo. Compresa quella delle Botteghe di Donatello. Al posto dei dehors solo sedie e tavoli, rimovibili nelle ore notturne. STOP AND GO Prima sì, poi no, poi di nuovo sì. La sorte dei dehors in piazza del Duomo segue l'alternarsi di decisioni di Palazzo Vecchio e del Tar Un provvedimento che ha sollevato la rabbia dei locali coinvolti, che hanno fatto sempre protestato col Comune per il fatto di essere cacciati mentre il dehors di un unico locale, Scudieri, non veniva toccato. Ora il Tar apre la porta al ritorno di quelle pedane e in tanti hanno già annunciato al Comune ieri che rimonteranno. Del resto il Tar ha annullato gli atti che sancirono la cacciata. Con parole che preoccupano e non poco Palazzo Vecchio. I giudici di fatto bocciano l'assenza di motivazioni generali circa la scelta di togliere i dehors dal Duomo. E non solo. Reputano insufficiente l'intesa con la Soprintendenza circa l'impatto delle pedane come motivazione. «Paghiamo gli errori di Renzi e Nardella», protesta Grassi di Sinistra Italiana. Chi deve in effetti pagare sono Comune e Soprintendenza: 4 mila euro a testa di spese legali.