«Le problematiche su Tor di Valle ci sono ammette Beppe Grillo ma le risolveremo». Non è il via libera "politico" allo stadio della Roma, ma quasi. Il garante del M5S ritorna in Campidoglio dopo mesi per parlare con Virginia Raggi e mette tutto il suo peso sul progetto dell'arena voluta dalla società giallorossa. «Perché dice alla sindaca non possiamo diventare il partito del No» dopo quello alle Olimpiadi e perché «uno stadio fatto dai 5 Stelle, con tecnologie innovative ed ecosostenibili può essere una cosa bella». È questa la linea del fondatore, concordata con Davide Casaleggio che per la prima volta varca il portone di palazzo Senatorio per una riunione di due ore sulla capitale presenti, oltre la sindaca, anche il suo vice, Luca Bergamo, i parlamentari Adriano Bonafede e Riccardo Fraccaro, e Luca Lanzalone, avvocato genovese plenipotenziario del Comune (ma ancora senza incarico formale) che tratta con la Roma la questione dello stadio. Per la maggioranza c'è solo Donatella Iorio, presidente ella commissione urbanistica. Esclusi, invece, Marcello De Vito e Paolo Ferrara, presidente dell'Aula e capogruppo M5S, entrambi vicini a Roberta Lombardi e più scettici sul via libera al progetto. È a loro, soprattutto, che in questi giorni sono arrivate le rimostranze della base che oggi, con i rappresentanti del cosiddetto "tavolo urbanistica" del M5S romano, si ritroveranno sotto al Campidoglio per portare alla prima cittadina una delibera che annulli l'atto con il quale la maggioranza guidata da Ignazio Marino, nel dicembre del 2014, concesse al progetto la qualifica di «interesse pubblico » col voto contrario dei 4 consiglieri 5 Stelle. «Decidete voi, senza farvi condizionare dalle pressioni esterne », ha detto il "garante" alla Raggi riferendosi proprio alle proteste che arrivano dagli stessi attivisti romani del Movimento. Poi, rivolto alla Raggi, le dice: «Sei una roccia». Al termine di una riunione in cui gli viene mostrato il progetto e illustrate le incognite (dalla possibile richiesta di risarcimento da parte della Roma ai complessi passaggi amministrativi della conferenza dei servizi) Grillo non nega che in quell'area, Tor di Valle, nel quadrante sud ovest della capitale, ci siano «problematiche» che riguardano «suolo, ubicazione e idrogeologia. Ci sono problemi dice uscendo dal Campidoglio ma li risolveremo e sarà la soluzione migliore, per cittadini e luogo. Si pensa al diritto all'ambiente e alla salute». Due ore prima, lasciando l'hotel a due passi dai Fori imperiali che lo ospita durante le sue trasferte romane, aveva annunciato anche che «se lo stadio si farà, verrà fatto con criteri innovativi e in modo condiviso: prima sentiremo la popolazione interessata dal progetto e con loro potremo costruire una cosa straordinaria ». Un'apertura a una forma di consultazione che, però, nella riunione con la sindaca non viene minimamente affrontata. Vengono invece approfonditi i passaggi tecnici, compresa la novità del vincolo sull'Ippodromo di Tor di Valle richiesto dalla Soprintendenza all'Archeologia, Belle arti e Paesaggio. Un atto che, però, è compito della Roma sbloccare, fanno presente dal Campidoglio, con un eventuale ricorso al Tar. In attesa dell'incontro decisovo con la società, in programma domani, i 5 Stelle stanno valutando anche la possibilità di percorrere strade alternative. Qualcuno ipotizza addirittura un cambio di location in corsa. Troppo in corsa, forse, con la conferenza dei servizi (l'organo deputato ad accordare la concessione edilizia) che riprende il 3 marzo. In queste ore circola l'ipotesi che possa essere la Roma a richiedere una nuova sospensione, per consentire al Comune di approvare gli atti necessari al via libera. la riunione di domani dovrebbe chiarire meglio la situazione.