SINDACO Nardella, Renzi aveva promesso che se non avesse rimesso a posto le Cascine non si sarebbe ricandidato a sindaco: lui a suo modo ha mantenuto la promessa. Lei è soddisfatto del parco oggi? «Siamo a metà, forse a due terzi. Abbiamo fatto passi da gigante negli ultimi 5 anni tra la giunta precedente di Renzi e quella attuale. Diciamo che siamo in cammino. E i soldi non mancano. Stiamo facendo un grande sforzo sulla pulizia e sul verde, abbiamo ripiantato 440 alberi grazie al contributo di Esselunga. Stiamo per spendere 20 milioni di euro oltre ad altri 60 milioni per completare l'Opera. Una sfida enorme che vogliamo concludere per la fine del mandato. E se siamo bravi per quella data saremo pure partiti con i lavori della linea 4 della tramvia, Leopolda-Piagge». Cominciamo dall'ingresso. Piazza Vittorio Veneto oggi è parecchio confusionaria. Come la renderete la nuova porta delle Cascine? «Ne stiamo discutendo con la Soprintendenza. Quello che ci hanno sempre contestato architetti e urbanisti è che il parco sia impermeabile alla città: entro la fine del mandato, estate 2019, piazza Vittorio Veneto tornerà ad essere un tondo pedonale, com'era nel disegno ottocentesco del Poggi. Ci si arriverà da un grande viale pedonale largo circa 10 metri, in pratica un corridoio che conduce a Corso Italia. Libereremo il parco. Ne rilanceremo la prospettiva. È un progetto da 2,5 milioni di euro. Ci sarà un nuovo arredo urbano, la porta delle Cascine avrà un'immagine pulita. Che è poi il modo per continuare a portare i fiorentini e attrarre anche turisti». Oltre al ristorante Fosso Bandito ancora nulla è stato fatto sul Fosso Macinante. E che fine hanno fatto i lavori che avevate annunciato sul vecchio Meccanò? «Abbiamo due grossi interventi in partenza. Sul Fosso Macinante spendiamo 5 milioni di euro per rifare il sistema fognario e impedire che ci vengano scaricate le acque scure, il primo lotto è già finito.Sul Meccanò: al suo posto un'area verde e un chiosco pagoda dove metteremo servizi informativi e un bagno pubblico ». La prostituzione e lo spaccio di droghe assediano il parco anche di giorno, basta passare su viale degli Olmi. Un tempo si pensò alla cancellata, alla vigilanza notturna. Come pensate di risolvere il problema? «Dopo l'estate accendiamo 4 nuove porte telematiche. Riteniamo possano essere un buon deterrente contro questi fenomeni: chiunque passa sotto le porte telematiche potrà essere registrato. Aumenteremo le telecamere. Poi abbiamo chiuso l'accordo con la Forestale per il pattugliamento a cavallo, ogni giorno. Niente vigilantes, le forze dell'ordine fanno un gran lavoro ». E cosa dice delle luci a led nei vialetti che si accendono al passaggio? Chi le ha sperimentate racconta che non funzionano. «C'è la fauna, non possiamo mettere luci troppo forti e sempre accese. Rifaremo gli impianti a led sul viale dell'Aeronautica. Il punto è che le Cascine devono vivere». E i privati? All'estero le fondazioni gestiscono i parchi, perché qui no? Lei aveva parlato di un soggetto unico per il parco, la Fiera e il teatro. E oggi? Le Mulina sono un flop, l'Indiano peggio. «Non possiamo fare fondazioni né creare nuove società. Quello del soggetto unico rimane ancora un discorso di prospettiva ma nell'immediato penso ad altro: i privati che operano nel parco si consorzino, creino un'associazione. Dal Fosso Bandito al circolo del tennis, dalle Pavoniere a chiunque gestisca l'Indiano, su cui aspettiamo l'ok della Soprintendenza, e le Mulina, su cui attendiamo il Tar ma poi dobbiamo fare in fretta. Siamo pronti a fare coi privati come Comune un accordo per la gestione del parco, della manutenzione, della promozione, degli eventi». Che fine ha fatto l'idea della ruota panoramica? «La Soprintendenza non è d'accordo. Ma credo che il tema di un'attrazione esista. Con il festival rock del Visarno quest'anno portiamo 200 mila persone: ci sono già 8 mila biglietti venduti all'estero e nomi enormi, dai Jamiroquai agli Aerosmith. Conto parecchio sui nuovi ristoranti che apriranno: al teatro dell'Opera c'è la gara in corso, faremo una bella cosa alla palazzina Ex Fabbri: spazi di coworking e produzione culturale con un ristorante e informazioni turistiche. Devo ammettere che finora il centro visite non ha funzionato come volevamo. Ci riproviamo anche allo Sferisterio con i locali estivi del centro. Sto cercando un soggetto in grado di rilanciare anche la mia vecchia idea dei pic nic domenicali nel pratone». (e.f.)
la Repubblica
19 Febbraio 2017
FIRENZE - La ricetta del sindaco "Gli operatori privati creino un consorzio per gestire il parco"
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