II ministero dei beni culturali contro la tratta Ronchi-Trieste del Corridoio 5 Fs: intesa a Milano per valorizzare le aree dismesse Dopo il Piemonte, ora anche dal Friuli Venezia Giulia arrivano nuovi ostacoli per la realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità-alta capacità da Lione-Torino a Trieste-Lubiana, parte italiana del cosiddetto corridoio europeo 5 di trasporto intermodale che dovrà collegare Lisbona con Kiev. L'appena nominato commissario Ue per la grande opera ferroviaria strategica Torino-Venezia, Loyola De Palacio, sta intervenendo per sbloccare la tratta Lione-Torino, fortemente contestata da ambientalisti e popolazioni della val di Susa. Ora si è aperto un altro fronte di crisi, in Friuli, per la tratta Ronchi dei Legionari-Trieste, sempre parte del Corridoio n. 5. A riaccendere le polveri è stato il ministero dei beni culturali, guidato da Rocco Buttiglione, che per la prima volta ha espresso un giudizio negativo sul progetto compreso nell'elenco delle opere ritenute strategiche sia da Bruxelles che dal governo italiano. La bocciatura di Buttiglione ha indotto gli ambientalisti del Wwf, presieduto da Fulco Pratesi, a sollecitare il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, in qualità di presidente del Cipe, a mettere fine all'esame infinito, in atto da due anni (avrebbe dovuto essere concluso in 90 giorni), del progetto preliminare della tratta Ronchi-Trieste. La richiesta è di concludere velocemente l'iter e mettere, così, la parola fine sulla compatibilità ambientale dell'opera ferroviaria che dovrebbe attraversare il territorio carsico, con grande dispendio economico, fa sapere il Wwf, e rischi ambientali sul patrimonio speleologico dell'altopiano che conta oltre 3 mila grotte. Il progetto di Italferr, la società ingegneristica del gruppo Ferrovie dello stato, per la tratta Ronchi-Trieste era già stato bocciato, secondo quanto ha fatto sapere il Wwf, dalla commissione speciale Via (valutazione impatto ambientale) del ministero dell'ambiente. A questo primo «no» si è aggiunto adesso quello del ministero dei beni culturali e queste due censure hanno spinto Stefano Lenzi, responsabile dell'ufficio istituzionale e legislativo del Wwf Italia, a rimettere in discussione la decisione favorevole espressa, invece, a suo tempo, nel settembre 2004, dalla giunta regionale. E a rimettere in discussone, in buona sostanza, il progetto per la Tav Ronchi-Trieste. Intanto, ieri a Milano, il presidente delle Ferrovie, Elio Catania, ha firmato l'impegno con il comune guidato dal sindaco Albertini per il potenziamento del sistema ferroviario milanese, che prevede anche il finanziamento del secondo passante ferroviario. I fondi deriveranno dall'operazione di valorizzazione immobiliare delle aree fs dismesse, compresi gli scali cittadini Farini e Porta Romana, decisa in accordo con il comune. Un'intesa importante, che permetterà al comune, attraverso i piani integrati di intervento, di promuovere la riqualificazione delle aree ferroviarie cittadine destinandole a accogliere verde, residenze e servizi. Comune e Fs costituiranno un gruppo di progetto per elaborare il piano direttore, entro sei mesi, e in un anno i master plain delle are ferroviarie dismesse.
Buttiglione boccia Tav Friuli
Il ministero dei beni culturali ha espresso un giudizio negativo sul progetto di costruzione della tratta ferroviaria Ronchi-Trieste, parte del Corridoio 5 europeo. La decisione è stata presa dopo la bocciatura del progetto da parte del ministero dell'ambiente. L'organizzazione ambientalista WWF ha sollecitato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a mettere fine all'esame del progetto e a concludere velocemente l'iter. Il progetto prevede la costruzione di una linea ferroviaria che attraverserà il territorio carsico e rischia di danneggiare il patrimonio speleologico dell'altopiano con oltre 3.000 grotte.
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