Piazza Vittorio Veneto sarà ridisegnata e in estate via ai lavori per l'auditorium IL nuovo ingresso monumentale delle Cascine sarà pronto nella tarda primavera del 2019 e dal 2020 scatterà pure la nuova viabilità: un "cappio" stradale che seguirà la curva della tramvia e permetterà a chi arriva dalla Fortezza di fare inversione senza bisogno di arrivare al ponte alla Vittoria. Entro la fine del mandato, tra poco più di 800 giorni, aprirà anche il nuovo auditorium del teatro dell'Opera per cui i lavori partiranno in estate: 1.100 posti per eventi e spettacoli, con un parcheggio interrato da 100 posti aperto a tutti. Ben prima però altre bacchette del grande, decennale shangai delle Cascine dovrebbero essere raccolte e sistemate, almeno nei piani attuali di Palazzo Vecchio: nuovi ristoranti, nuova ztl, un festival rock che promette di portare 200 mila persone e prendere casa a Firenze in forma duratura. Difficile sostenere la tesi che le Cascine siano oggi un parco pienamente riqualificato e restituito ai fiorentini, qualcosa che almeno vagamente assomigli a Central Park o ai grandi parchi londinesi, che poi era il sogno di Renzi. Anche il sindaco Dario Nardella, che ne ha raccolto l'eredità, ammette che il cammino è «a a due terzi». Ma non molla la sfida. Anzi la rilancia. Annunciando che c'è un fiume di denari, 20 milioni di euro oltre ai fondi governativi sul teatro dell'Opera, altri 60 milioni, che si prepara ad essere riversato sul parco: dalle passerelle alla nuova piazza Vittorio Veneto ai lavori sul Fosso Macinante. Interventi strutturali. Nella speranza che quel flusso spinga in avanti anche la ricerca dell'anima, dell'identità. E anche di una nuova formula per gestire tutto. Si riparte da una road map aggiornata. E da una novità: piazza Vittorio Veneto tornerà ad essere un tondo pedonale, com'era nel disegno ottocentesco del Poggi, con una pavimentazione stile piazza Pitti. Sparirà in gran parte il prato sporco e spelacchiato sotto la statua del Re che oggi è il primo colpo d'occhio del parco e spariranno anche molti posti auto. Ci si arriverà da un viale pedonale e ciclabile che correrà sopra il sottopasso stradale e arriverà fino a Corso Italia, stessa pavimentazione della piazza. Sparirà il parcheggio lato via Magenta, al suo posto il capolinea dei bus extraurbani in arrivo dal Chianti e dalla Fi-Pi-Li. Altre novità si vedranno prima. In agosto verranno risolti definitivamente i guai strutturali della passerella dell'Isolotto che chiuderà per alcune settimane; nel 2018 partono i lavori per costruire la nuova passerella sull'Arno all'altezza dell'Argingrosso, un progetto da 2,5 milioni di euro, con un sostegno nel fiume che ricorda l'uomo vitruviano; a settembre saranno accese in orario notturno le 4 nuove porte ztl; a metà aprile il Tar scioglierà l'altro grande nodo, le Mulina, dirà cioè se la cordata Zheng-Fani può andare avanti o deve essere fatta una nuova gara; entro un mese è atteso l'ok della Soprintendenza per il nuovo appalto della palazzina dell'Indiano per farci un ristorante; tra luglio e agosto dovrebbe debuttare il nuovo polo culturale e turistico tra la palazzina ex Fabbri e il centro visite, accanto alla facoltà di Agraria, anche qui con un ristorante, uno spazio per il coworking, mostre d'arte contemporanea. Ed entro l'estate all'Opera potrebbe aprire un locale gourmet.