La tutela e la messa in sicurezza delle opere d'arte sono state al centro dell'incontro promosso ieri da Aon Benfield Italia Spa, tenutosi nell'Accademia Carrara. La sicurezza, in binomio con la tecnologia e la scarsità di investimento in tale senso, è stato un mantra nei diversi interventi di dirigenti di Aon, Mondialpol, ma soprattutto di Carlo Hruby, vice-presidente della Fondazione Enzo Hruby. «In dieci anni ci siamo occupati di protezione di beni culturali, ma abbiamo sviluppato anche percorsi informativi nelle scuole per sensibilizzare i ragazzi al tema della sicurezza ha detto Hruby . Su circa 4.500 musei nazionali, l'80 non ha più di 5 addetti alla guardiania. Ci sono pochi custodi e mal distribuiti. Benché la tecnologia abbia costi accessibili, non viene adottata. Il problema è la mancanza di sensibilità e di cultura, tanto che nella maggior parte dei musei italiani manca il security manager». In questo quadro rientra anche la Carrara. La pinacoteca però, pur evidenziando nel bilancio spese eccessive per la guardiania, non ne taglierà i costi, essendo indispensabile. Inoltre per preservare alcuni capolavori, ha installato «180 dispositivi accelerometrici, sensori che sentono lo spostamento dell'oggetto continua Hruby . Ma questi dispositivi dovrebbero essere integrati con l'adozione di software di analisi video, capaci di registrare situazioni anomale». E sulle anomalie del museo è tornato anche Vittorio Sgarbi. Dopo aver parlato della necessità continua di tutela, di furti d'opere d'arte, di «Stato che deve investire di più sul patrimonio, perché il nostro futuro è il nostro passato», è ritornato sui problemi strutturali della pinacoteca. «Mi hanno riferito che appena restaurata presenta delle imperfezioni dice Sgarbi . Si esegue un restauro e poi bisogna di nuovo intervenire. Bisogna essere più esigenti con le ditte a cui si appaltano i lavori. I beni culturali non possono essere oggetto di offerte al ribasso. La sicurezza delle opere d'arte deve essere assoluta». E in merito all'allestimento museale ne ha sottolineato il vantaggio di esporre maggiori dipinti, pur essendo «frigido». A questo il sindaco Giorgio Gori ha ribattuto: «La Carrara è una di quelle donne che di primo acchito sono algide, ma conoscendole meglio hanno temperamento».