Profanata la statua nell'edicola del Cagnola Secondo grave episodio nel giro di pochi mesi dopo l'«amputazione» ai Giardini Montanelli Amputata la statua della ninfa posta nel tempietto neoclassico del Cagnola, ai giardini della Guastalla. La statua, già danneggiata e deturpata da scritte, ha perso un altro pezzo. Lo scorso autunno analoga sorte era toccata all'Italia Turrita, una delle statue dei giardini Indro Montanelli, realizzata 150 anni fa da Alessandro Puttinati. Reciso di netto il braccio sinistro che reggeva un grande libro. E l'autore del gesto è rimato ignoto, nonostante un gruppo di residenti e frequentatori del parco avessero stanziato 500 euro di ricompensa a chiunque avesse fornito informazioni utili al ritrovamento del pezzo scomparso. Domenica mattina l'angolo verde del centro era meta di una visita guidata. E solo quando i visitatori si sono allontanati, i volontari dell'associazione Retake Milano, che da tempo si occupa di ripulire i giardini storici da tag e scritte vandaliche, si sono accorti dell'ulteriore danneggiamento. Immediata la segnalazione agli uffici comunali. Anche il gruppo statuario in cotto e stucco raffigurante la «Maddalena assistita dagli angeli» che si trova nella cappella in prossimità del muro di cinta ad ovest, su via Sforza, ha perso un pezzo: è stata infatti asportata, da tempo ormai, la testa di un angelo. La presenza di vandali, grandi e piccoli, preoccupa i residenti. Caterina Azzi, attiva nella gestione delle aree dedicati ai quattro zampe, racconta che «il parco ogni sera chiude alle 19 ma è buio. Per questo abbiamo realizzato un progetto di illuminazione che ora ha avuto il benestare della Soprintendenza e per il quale cerchiamo sponsor». Il progetto ha già avuto il parere positivo del Municipio 1. «Abbiamo inserito i giardini Guastalla fra le località prioritarie per la collocazione di telecamere aggiunge il presidente Fabio Arrigoni . Ed è molto importante la collaborazione dei cittadini nel segnalare questi episodi». Il giardino della Guastalla è un piccolo gioiello. È il più antico giardino a carattere semi-pubblico della città. Qui le famiglie della nobiltà milanese accompagnavano i propri figli ad incontrare le ragazze che frequentavano l'omonimo collegio, così da poter combinare nozze che avrebbero garantito un livello sociale adeguato. A fondare il collegio era stata, nel 1557, Paola Ludovica Torelli contessa della Guastalla con l'obiettivo di accogliere le fanciulle della nobiltà decaduta milanese. Per acquistare il giardino la stessa aveva venduto i terreni di proprietà in Emilia Romagna. Al centro dei giardini fu realizzata una peschiera che all'epoca era alimentata dalle acque del Naviglio. Il Comune acquistò i giardini e il Collegio nel 1938, restaurò il verde e lo aprì alla città come spazio pubblico, ricostruendo un'ampia cancellata al posto dei muri di recinzione. Gli elementi architettonici che si sono aggiunti nel tempo, la peschiera, la cappella e per ultimo il tempietto del Cagnola, hanno superato mille traversie. Si pensi, per esempio, che il giardino perse la maggior parte delle piante storiche durante la prima guerra mondiale quando, per esigente legate al gran numero di feriti ricoverati nel vicino ospedale Policlinico ospitò un ospedale da campo. Allora «la peschiera fu interrata e gli alberi quasi tutti danneggiati, perché usati come bersaglio durante le gare di tiro a segno organizzate dai degenti in attesa di essere dimessi», come ricostruiscono Barbara Galli e Tommaso Zampagni in un memorabile volume realizzato da Luisa Toeschi, all'epoca direttore dell'Associazione Interessi Metropolitani.