Il nuovo stadio della Roma a Tor di Valle merita un minimo di ricostruzione cronistica basata soltanto sui fatti. 22 dicembre 2014: il consiglio comunale coi voti del Pd e di altre formazioni, destra inclusa, vota a favore della fondamentale delibera della giunta Marino con la quale si dichiara il valore di opere "di pubblico interesse" per il nuovo stadio della Roma a Tor di Valle sulle aree dei Parnasi, per una cubatura generale vicina a 1 milione di mc. Il M5Stelle vota un "no" deciso e polemico. In quell'occasione la consigliera Virginia Raggi si scaglia contro la "premura" sospetta della maggioranza Pd di approvare il progetto: "L'area non è raggiungibile, l'unica strada è la via del Mare, molto difficile da ampliare. C'è il trenino Roma-Lido che non verrà mai modernizzato. Ci sarebbe la nuova diramazione della Metro B, che non sarà aperta prima del 2900... Ci stanno trasformando in tifosi coi paraocchi, non vogliono che ragioniamo sulle cose". 5 Marzo 2016: la candidata a sindaco per i 5 Stelle, Virginia Raggi, si esprime così a Radio Radio: "La delibera di pubblica utilità la ritiriamo e lo Stadio lo facciamo da un'altra parte". "Lo stadio sì ma non vogliamo speculazioni". "Noi siamo a favore della costruzione di uno stadio per la Roma, e se volesse anche per la Lazio (di cui è considerata tifosa, ndr). Ci opponiamo a qualunque operazione che sia solo speculativa". Infine: "Tor di Valle allo stato attuale appare una operazione speculativa, perché ci troviamo di fronte a un progetto neanche definito che prevede un milione di metri cubi di cemento di cui solo il 14 per cento è stadio. Il resto sono uffici e centri commerciali, Ma a Roma abbiamo già lo Sdo, le torri dell'Eur con la stessa funzione". Roberto Giachetti candidato sindaco per il Pd si dice in toto favorevole "a qualunque iniziativa privata che porti a Roma miglioramenti infrastrutturali (...) anche se fosse della Lazio, della Fiorentina o della Juventus. Idem Francesco Storace: "Il privato sceglie l'area dove realizzare l'opera. spende un pacco di soldi e il Comune non un euro". Roberto Morassut (Pd) già assessore all'Urbanistica e candidato alle primarie confessa invece di "aver espresso perplessità non sullo stadio della Roma, ma sulla zona. Da due anni dico che la localizzazione avrebbe presentato dei problemi". Promette un leale esame dei progetti. Stefano Fassina (SI) è favorevole a uno stadio per la Roma, ma non su terreni privati: "Perché dobbiamo costruire assieme allo stadio tre grattacieli in un territorio che l'Istituto Nazionale di Urbanistica considera a rischio esondazioni quando abbiamo migliaia di uffici liberi all'Eur?" Tutti favorevoli all'interno di Forza Italia. Non tra i Fratelli d'Italia. L'on. Fabio Rampelli, architetto, obietta che "nessuno ragiona sulla domanda di Stadi per la capitale". I due esistenti e i due progettati fanno "Quattro stadi per Roma!" Marzo 2016: è chiaro che il progetto prevede 978mila metri cubi di nuove costruzioni: lo stadio di Dan Meis, la nuova Trigoria, le tre torri di Daniel Libeskind e una quindicina di edifici più bassi. 31 marzo: Ignazio Marino polemizza sia con Matteo Renzi che con Nicola Zingaretti accusandoli di "rallentare la costruzione (...), forse vogliono fermarla". Essa invece "è importante non solo per i tifosi, ma anche per la ricaduta economica di circa un miliardo e mezzo di euro che avrebbe". Il presidente della Regione Luca Zingaretti lo rimbecca dicendo di attendere ancora i progetti. A RaiNews24 interviene il candidato sindaco del M5s Virginia Raggi che, dopo aver ribadito la propria contrarietà allo stadio di Tor di Valle, motiva il suo "no" alle Olimpiadi. Per Francesco Storace: "Olimpiadi, stadio, metro sono opere necessarie allo sviluppo". Fin qui la campagna elettorale nella quale le posizioni sono apparse chiare. Come lo erano state nell'ultima fase di vita della giunta Marino. Favorevoli a "quello Stadio" a Tor di Valle il Pd (con alcune perplessità interne, vedi Morassut), FI, Fratelli d'Italia (salvo l'on. Rampelli) e altre forze sparse. Contrario in modo radicale il Movimento 5 Stelle. Come alle Olimpiadi. Per queste ultime, va ricordato, l'assessore all'urbanistica Paolo Berdini proporrà poi di andare a vedere le carte del Comitato Olimpico per confrontare le opere da esso proposte con le esigenze oggettive in materia della città di Roma. Un approccio diverso al complesso problema. Non se ne fa nulla. Nel novembre 2016 la Soprintendenza Unica di Roma ha espresso chiare perplessità sul progetto di Tor di Valle sia per la presenza probabile di resti archeologici ancora da valutare, sia per l'impatto delle tre torri di Libeskind sullo skyline della Capitale. In questi giorni gli onorevoli Di Maio e Di Battista e la stessa Raggi dichiarano con forza di aver sempre voluto lo Stadio per la Roma. Quello col Business Park o l'altro senza contorno cementizio? Nell'area dei Parnasi ritenuta da molti tecnici altamente pericolosa o in altra area meglio servita e più sicura sul piano idro-geologico? Ciascuno valuti da solo se le posizioni politiche in materia di stadio a Tor di Valle sono rimaste le stesse del dicembre 2014 e della campagna elettorale, oppure se nel frattempo siano cambiate.
The Huffington Post
14 Febbraio 2017
Ecco la cronaca dello Stadio a Roma, fatto dopo fatto
VI
Vittorio Emiliani
The Huffington Post
Artista / Persona
Bene culturale
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