Una Fondazione per salvare il museo Richard Ginori: è questo il progetto su cui sta lavorando l'associazione Amici di Doccia e la sua presidente Livia Frescobaldi Malenchini. L'idea è stata lanciata ieri al Rondò di Bacco nel corso di una tavola rotonda sul futuro del Museo che il 23 febbraio andrà all'asta per 4 milioni di euro. I soprintendenti Andrea Pessina e Stefano Casciu hanno assicurato che «il ministero dei Beni Culturali si sta occupando del problema» e che nell'ultimo anno «abbiamo inviato decine di segnalazioni e relazioni». Ma il Mibact potrebbe acquistare il museo? «Per ora non ci sono novità», la risposta dei due funzionari. Attualmente la galleria di via Pratese versa in condizioni drammatiche: vetrine danneggiate, pozze d'acqua all'interno, tetto pieno di infiltrazioni e muffe che stanno aggredendo sculture e calchi. «Abbiamo avuto contatti con soggetti privati che si sono detti disponibili a intervenire economicamente dopo l'acquisto ha detto Malenchini Prima tra tutte, l'Ente Crf che potrebbe dare una mano sulla ristrutturazione». Anche Confindustria si è fatta avanti: «Una volta creata la Fondazione e avviato il restauro noi potremmo occuparci, insieme alla Camera di Commercio, della gestione ha detto il presidente facente funzioni Luigi Salvadori Tra poco più di un mese qui a Firenze si terrà il G7 della Cultura: sarebbe bello se in quell'occasione si potesse annunciare il salvataggio»