Piange da sabato pomeriggio. «Volevo ripartire subito, interrompere la vacanza a Roma. Troppa vergogna. Sono sconvolta. Sono rimasta solo per non rovinare tutto alle mie nipoti, aspettavano da una vita di venire qui». Sabrina Bringe, vigile urbano di Marsiglia, non riesce a perdonarselo. «Non esco da quel giorno maledetto», spiega dal suo alloggio nella guest house vicino San Pietro. È lei la turista che tre giorni fa ha sfregiato il Colosseo, incidendo il nome su una parete. La vigilessa Sabrina è arrivata a Roma venerdì con la figlia dodicenne e le nipoti. Ripartiranno domani, con un ricordo di Roma non certo positivo. Ma questa volta non per colpa della città, della quale peraltro l'agente ha visto poco o nulla. «Che posso dire? L'ho fatto perché su quella parete c'erano nomi incisi dappertutto e non c'era alcun cartello di divieto o che avvisava che non si potesse fare - spiega con una buona dose di ingenuità la quarantenne attraverso la titolare della guest house -. E poi accanto a noi c'erano altri visitatori che scrivevano i loro nomi sui mattoncini», rivela. «Lo facevano anche dei giapponesi, ma poi se la sono presa solo con me. E mia figlia si è molto spaventata». Una leggerezza che le è costata una denuncia. «Sono mortificata per quello che ho fatto. In Francia per una cosa del genere si prende solo una multa, qui invece mi hanno portato in caserma», continua Sabrina che ora teme ripercussioni sul suo lavoro. Con un rimpianto: «È la prima volta che vengo a Roma, non doveva andare così».